About

Mi piace definirmi una disegnatrice, o meglio ancora una creatrice di disegni - un'azione che orbita più o meno vicino al fare illustrazione, però tenendomi un po' a distanza dal sentirmi un'artista. Il verbo «disegnare» fa parte di me da sempre. Non è mai stato solo un passatempo creativo e oggi non è soltanto un lavoro: è anzitutto un modo per distendere i pensieri, trovare risposte e sciogliere le inquietudini. Disegnare è ciò che più mi piace fare perché dentro i contorni di un foglio bianco io trovo il mio infinito.

Forse per questo quando è stato il momento di scegliere quali studi fare non ho voluto seguire una strada artistica, col timore che prima la disciplina dello studio e poi i doveri di un lavoro potessero in qualche modo contaminare quest’isola felice che volevo preservare a tutti i costi. Perciò mi sono laureata in una cosa completamente diversa seguendo un percorso accademico che mi ha portata lontana, a lavorare per anni in agenzie di pubblicità e organizzazione di eventi.

Credevo di essere felice, ma raggiunta la maturità personale e professionale mi sono resa conto che non lo ero affatto perché disegnare solo nel tempo libero non mi bastava più, e forse ero pronta a trasformare in lavoro la mia più grande passione.

Io credo che nulla accada per caso, e a volte le deviazioni aiutano ad arrivare più consapevoli alla propria meta.

Così, a più di trent’anni, ho lanciato il cuore oltre l'ostacolo e mi sono messa in gioco ricominciando da capo. Fatta eccezione per un Master in grafica non ho mai seguito nessun corso di arte o disegno tradizionali, e sono orgogliosa di essere un’autodidatta il cui stile è il risultato di tanta ricerca, prove, errori e scoperte personali.

Non è stato semplice costruire una professione da zero, investire tempo e pazienza in un sogno, abbandonare le sicurezze facendo un enorme salto nel buio... ma a chi mi chiedeva se avessi paura di affrontare un tale cambio, ho sempre risposto:
«no, avrei più paura a non farlo».

Disegno soprattutto ragazze, ma anche piante, parti anatomiche e animali. Mi piacciono le cose con un significato, le metafore, i paradossi. Le mie illustrazioni non possono essere definite del tutto realistiche, ma neppure surreali: mi piace stare sulla linea di confine dove i due mondi si sfiorano, attingendo da entrambi e dando vita a soggetti proporzionati, ma sempre ancorati in qualche modo alla fantasia. In me convivono sia il bianco che il nero, la luce e l’ombra, la logica e l’estro; credo nell’amore impossibile tra ragione e sentimento, amo i contrasti e i dualismi, e forse semplicemente non voglio scegliere tra realtà e immaginazione, così i miei disegni restano sospesi tra le due cose.

Sara è il mio nome di battesimo, ed è il cuore pulsante di questo progetto; Elan non è il mio cognome bensì un nome d’arte che mi accompagna ormai da vent’anni: è la mente di tutto ed è sempre stata la parte più coraggiosa di me.
Il nome «Saraelan» nasce dall’unione di queste due diverse personalità che proprio nell’illustrazione hanno trovato un punto di incontro e che solo sul foglio diventano davvero una cosa sola, mentre disegnano usando la stessa mano.

Nel tempo ho imparato ad avvicinare questi due temperamenti così differenti tra loro, nella vita come nelle illustrazioni, attribuendo a ciascuno dei ruoli ben definiti all’interno dei miei disegni. La grafite per me è il sentimento e il cuore di Sara perché è morbida, gentile, condiscendente, abbraccia le sfumature, riempie senza coprire o nascondere e accetta gli sbagli perché si può correggere e cancellare. L’inchiostro invece è determinato, perseverante e nitido; genera un tratto netto, deciso, copre e divide le zone di bianco in modo duraturo e indelebile: per questo lo associo alla testa e alla ragione di Elan. Ma non solo l'opaco della matita e la precisione dell'inchiostro: mi piace usare anche altre tecniche prendendo da ciascuna quello che mi affascina e mi rispecchia di più, creando un unico stile composto da più di un carattere: le sfumature delicate e versatili degli acquerelli che sto iniziando a sperimentare, le infinite possibilità grafiche del mio amato Photoshop - e chissà cos’altro ho ancora da scoprire.

Sono mamma di un piccolo ometto biondo e di una gatta nera, gran divoratrice di spaghetti e serieTV. Amo la pioggia, adoro il mare e sono un’appassionata di mitologia. Bevo tanto caffè e ringhio se la mattina mi si rivolge la parola prima di aver finito (almeno) il primo. Apprezzo la buona compagnia, ma sono una solitaria incallita. Più passa il tempo più ricerco la semplicità nelle abitudini, nelle cose e nelle persone - anche se poi di mio io tendo a complicare sempre tutto ragionando troppo!

Credo nell’importanza dei dettagli, osservo tanto, mi piace sapere come sono fatte le cose e forse per questo mostro come creo le mie attraverso molti video e work in progress. Se c'è una cosa che non riesco a fare è tenere ferme le mani: quando non disegno allora probabilmente sto tagliuzzando, incollando, riciclando o photoshoppando.. la manualità e la grafica fanno parte di me tanto quanto il disegno, e sono irrinunciabili satelliti della mia creatività.

In passato dipingevo in acrilico con uno stile molto diverso da quello di oggi, e anzi, quella è stata la forma che la mia arte ha avuto per un importantissimo e lungo periodo. Poi qualcosa si è rotto e ho smesso all’improvviso, sono passati gli anni e non ho mai più toccato una tela. Da quando ho iniziato questo percorso di illustrazione concentro qui tutte le mie esigenze ed energie artistiche, ma ultimamente penso spesso alla pittura... quindi chissà, magari prima o poi supererò il mio blocco e riprenderò di nuovo i pennelli in mano!

Ho vissuto per molti anni in Spagna a Madrid, ma ora sono tornata nella mia Milano, città che vivo in sella alla mia bici verde piena di margherite. I primi a credere in me sono sempre stati i miei genitori e mio marito, senza i quali non avrei forse mai avuto la forza di trasformare in lavoro la mia grande passione, e per questo a loro va il mio grazie più grande.