• Disegni & illustrazioni

    Alla ricerca del colore con Bukowski

    02 July, 2017

    Ho già parlato di come ho ricominciato a disegnare partendo dalle basi della matita con la mia prima serie Lezioni di Anatomia, e di come ho proseguito lo studio creativo cercando un mio modo per fare i volti con la seconda serie Le figlie di Cernunno.

    Ebbene oggi proseguiamo parlando del terzo step: l’aggiunta dell’elemento colore.
    Sì perché fino a questo momento mi ero dedicata esclusivamente al bianco e nero concentrandomi sulla matita e sul come fare i soggetti, ora invece era tempo di fare un ulteriore passo avanti aggiungendo l’elemento colore ai miei disegni. A dirsi sembra facile ma ci sono decine di modi e strumenti per colorare, e quando si è nella condizione di dover/poter sperimentare tutto da zero ci si trova inevitabilmente di fronte ad un (ennesimo) grande dilemma: cosa uso? E ovviamente la seguente domanda è: cosa disegno?

    Mentre per le due precedenti serie la scelta dei soggetti è stata importante per il mio processo creativo, questa volta devo ammettere che era abbastanza indifferente cosa avrei disegnato dato che mi importava solo di come lo avrei colorato, quindi mi sono lasciata ispirare senza pensarci troppo.

    Contenuta in un libro che stavo leggendo in quel periodo, in quei giorni mi ronzava in testa una poesia di Charles Bukowski, The Bluebird:

     

    « There’s a bluebird in my heart that wants to get out
    but I’m too clever, I only let him out at night sometimes
    when everybody’s asleep.»

    Già solo il titolo – l’uccellino azzurro – porta in sé un colore quindi non ci è voluto troppo per capire che era un buon punto di partenza: tema semplice ma perfetto per le mie esigenze di cromatiche. EUREKA!

    Avrei disegnato una ragazza con un uccellino azzurro, anzi una ragazza che guarda intensamente un uccellino azzurro appoggiato sul suo dito indice, quasi ipnotizzata, anzi ancora meglio: entrambi si fissano come se fossero l’uno il riflesso dell’altra, e già che ci siamo con anche un alone di malinconia dato che “blue” in inglese significa anche triste oltre che blu, un momento intenso, statico; la ragazza avrà anche il tatuaggio di una gabbietta vuota sul braccio, come se l’uccellino fosse uscito da lei, come dice Bukowski, come se fosse la coscienza che lascia uscire solo la notte mentre tutti gli altri dormono…
    Leggete tutto d’un fiato e avrete più o meno la crescente e frenetica associazione di idee che porta poi un disegno a prendere forma nella mia mente!


    Individuare il soggetto ha sicuramente facilitato la scelta di come colorare. L’uccellino era il protagonista del disegno e volevo che catturasse l’attenzione e quindi avrei dovuto farlo di un blu intenso, vivo e carico: per lui ho scelto matite colorate e pastelli. La ragazza invece me la immaginavo immersa in una dimensione onirica, quasi ipnotizzata e quindi vestita in modo leggero e delicato per rendere meglio l’idea: l’acquerello era sicuramente lo strumento più indicato. Oltre al colore questa era anche l’occasione per trovare un nuovo modo di fare i capelli perché lo stile usato nella serie Le figlie di Cernunno non mi convinceva. Era stato un primo tentativo poco ragionato dato che in quel momento ero concentrata sui volti, ma li trovavo un po’ artificiosi e troppo fumettosi, mentre avrei preferito dei capelli più realistici e soprattutto più morbidi. Quindi questa ragazza sarebbe anche stata la cavia per l’area “trucco e parrucco” del mio stile!

    Per l’uccellino ho usato matite colorate dall’azzurro al blu passando per il verde acqua, per la camicetta della ragazza ho usato prima matite acquarellabili celeste e grigio, poi acquerello verde e infine Photoshop per l’aggiunta di ulteriori effetti acquarello e pattern. Ecco qui qualche foto dei work in progress:

    Questa serie – che ho chiamato semplicemente “Birds” – è composta da 3 disegni e anche se solamente questo è stato ispirato dalla poesia di Bukowski, ha facilmente dato il la alle altre due. Ragazze con uccellini, ognuna con un colore predominante diverso e con un numero di uccelli crescente. L’idea era di disegnarle separatamente ma unirle poi in un’unica composizione finale quindi le posizioni ideali erano lato destro + lato sinistro + frontale per ottenere una coreografia speculare. Chi mi segue ormai sa che sono fissata con queste cose…

    La seconda ragazza quindi doveva avere 2 uccellini: dopo quello azzurro, quale altro uccello con un colore tipico esiste in natura? Ovviamente il pettirosso.

    E così è nata Robin, che oltre a significare pettirosso in inglese è anche un nome femminile, come insegna la serie How I Met Your Mother :-)
    Soddisfatta del nuovo stile di capelli ho replicato lo stesso tratto usato per la ragazza precedente, e anche per quanto riguarda il colore ho seguito gli stessi passi in modo da mantenere lo stesso effetto visivo e affinare la tecnica appena scoperta: matite colorate per gli uccellini e acquerello + Photoshop per la maglia. Ecco alcune foto della lavorazione:

    Ed ora vediamo la terza fanciulla, quella da posizionare al centro del mio tris. Lei si chiama Chiara, e al contrario di tutte le altre ragazza che ritraggo di solito.. lei la conosco ed esiste davvero! Dopo aver visto una sua foto che faceva proprio al caso mio non ho potuto non trasformarla nel mio terzo soggetto di questa serie. Ringrazio ancora la bellissima Chiara,  per essersi prestata a farmi da musa!

    Per lei ovviamente gli uccellini erano saliti a quota 3, la posizione è frontale e come colore predominante ho scelto il viola. Ho seguito gli stessi passi di realizzazione e colorazione che ormai dopo i due precedenti disegni erano già diventati abbastanza automatici e fluidi. Eppure questo disegno è stato comunque una piccola sfida perché era la prima volta in assoluto che mi cimentavo nel disegnare qualcuno di reale. A prescindere da se i risultati finali piacciano o meno, di solito essendo frutto della mia fantasia nessun disegno è soggetto a paragoni in merito alla somiglianza: questa volta invece non solo doveva rispecchiare la realtà ma sarebbe anche stato sottoposto al giudizio di Chiara stessa che si sarebbe poi vista (e speravo anche piaciuta!). Ebbene a quanto pare lei ha gradito quindi il mio primo esperimento di “ritratto” è andato a buon fine!


    Dopo queste tre fanciulle ho fatto tanti altri disegni di cui vi parlerò, aggiungendo tecniche, affinando il mio tratto e modo di colorare, e chissà in futuro quante altre cose ancora subiranno modifiche e migliorie, ma in un certo senso posso affermare che qui si è chiuso un primo capitolo di questo mio percorso di studio e ricerca. Infatti grazie a questa terza serie ho aggiunto i pezzi del puzzle mancanti per formare la base dello stile “Saraelan illustration”, e in linea generale questo è il modo in cui realizzo tutt’ora le mie ragazze.

    Forse è proprio perché rappresenta un primo traguardo nella chiusura del mio cerchio stilistico, ma la mia Bluebird girl è stata a lungo il mio cavallo di battaglia. In passato usavo come immagine di profilo una foto che mi ritrae con lei: sul blog, FacebookInstagram in pratica è stata la mia ambasciatrice un po’ ovunque. Era la “ragazza immagine” sui miei vecchi bigliettini da visita, ed anche il disegno di apertura su questo sito prima che subisse il recente restyling: le voglio talmente bene che l’ho fortemente voluta anche nella nuova home di questo sito, ad accompagnarmi come una vecchia amica in una delle foto principali!

    Saranno presto acquistabili come stampe cartacee sul mio negozio Etsy, e se invece le volete in grande formato sono tutte e tre disponibili in dimensioni 90×60 cm: potete scegliere tra versione su tela o la stampa su vinile applicata a pannello di forex. Sono le stampe che ho esposto al Frida e all’IF:Idea Factory. Entrambe le versioni hanno stesse dimensioni e struttura tripla, per info e prezzi potete contattarmi alla mail saraelan.illustration@gmail.com

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