• Disegni & illustrazioni

    Billie, la ragazza che doveva chiamarsi Andrea

    12 September, 2017

    Ciao a tutti, oggi vi faccio vedere un disegno che amo molto. Il post sarà breve, ma vi racconterò un aneddoto a cui sono affezionata.

    Questa è la storia di una ragazza che doveva essere molto diversa, chiamarsi Andrea e avere due occhi. Poi non so cosa è successo, uno dei due occhi proprio non mi veniva..

    L’ho disegnato, cancellato, rifatto e ricancellato per molte volte e alla fine ho deciso di essere pragmatica – come lo sono nella vita in generale – ed eliminarlo coprendolo in qualche modo. Allora Andrea è diventata Billie, una pirata con una benda a nascondere il buco lasciato dall’occhio che non voleva essere disegnato.

    Per lei provo una simpatia speciale, forse proprio perché mi ha insegnato che quando un disegno non riesce come immaginavo non deve necessariamente essere cestinato: può essere salvato ed essere comunque capace di regalare sorprese trasformandosi in qualcosa che è valsa la pena portare a termine. Ovviamente questo insegnamento vale sul tavolo da disegno come nella vita di tutti i giorni: l’originale di Billie ora è appeso davanti alla mia scrivania, nella sua forma incompleta orba da un occhio e incolore, a ricordarmi tutti i giorni che anche da un errore può nascere qualcosa di buono.

    Ed ora una piccola curiosità sul nome: su certe cose me la immaginavo diversa, ma comunque seria e un po’ maschiaccia, per questo avevo pensato al nome Andrea che in italiano è maschile e in altri paesi femminile. Quando è diventata una pirata è stato molto semplice tradurlo per una figlia degli anni ’80 nerdona come me: vi dice qualcosa Willy l’Orbo dei Goonies??? Ecco, Bill è diminutivo di William e lei è ovviamente diventata Billie. THE END!


    Ve lo avevo detto, la storia è molto breve! Ora ecco un paio di foto dei work in progress e poi vi svelerò qualche dettaglio inedito che riguarda la fase di colorazione.

    La colorazione è avvenuta interamente in digitale. La prima cosa su cui ho lavorato sono state le strisce della maglia, e poi la camicetta: con il colletto bianco mi sembrava mancasse qualcosa, dovevo aggiungerci una fantasia, un colore.. allora ho deciso di creare un pattern di ancore su sfondo verde chiaro.

    Poi, come ogni pirata che si rispetti, inizialmente pensavo di inserire un pappagallo o ancora meglio un simbolico orecchino a forma di pappagallo, invece poi ho deciso di non metterlo, per lo meno non in modo grafico. Dopo svariate prove ho deciso che il colore per lo sfondo sarebbe stato una sorta di senape, ma un tinta unita piatto non mi piaceva quindi ho pensato di spezzare lo sfondo in un modo molto leggero, e il pappagallo – o meglio la sua assenza – mi è tornata utile. La scritta Where is my parrot? – Dov’è il mio pappagallo? – è diventata il pattern a rendere lo sfondo meno monotono.

    La morale della storia quindi è che una cosa che sembrava destinata ad essere archiviata come esperimento fallito, con un pizzico di perseveranza e inventiva alla fine si è non solo salvata, ma è anche diventata uno dei disegni che maggiormente amo di quel periodo.
    In realtà ammetto che questo amore per Billie va un po’ contro i vostri gusti dichiarati: amate tutti molto Lezioni di Anatomia, le ragazze di Birds.. e altri disegni che qui ancora non vi ho raccontato. Lei sembra piaccia solo a me ( ..e ad una mia cara amica che ha voluto borsa, ciondolo e spilla che la raffigura, ma lei non fa testo perché è di parte!).

    A proposito di prodotti vari, questo disegno sarà presto disponibile come stampa nel mio negozio Etsy, nel frattempo potete contattarmi direttamente alla mail per qualunque info o richiesta personalizzata: saraelan.illustration@gmail.com

    A presto con nuove storie e nuovi disegni

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