• Sperimentazioni

    Il mio Butterfly Effect personale

    06 Maggio, 2019

    « Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla
    sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo »

     

    Avete presente il film The Butterfly Effect?

    L’ho sempre amato molto. Un giovanissimo Ashton Kutcher interpreta un ragazzo con una capacità molto particolare, ovvero poter tornare indietro nel tempo per cambiare e alcuni momenti chiave della sua vita, e ogni volta che interviene sul passato viene modificato anche il presente. Nel film cambia le cose 5 volte nella speranza di aiutare una sua amica, e ogni volta si generano delle conseguenze diverse, sempre piuttosto catastrofiche a dire il vero! Cinque ipotesi di presente differenti che non vanno mai bene, o forse l’ultimo sì, quello in cui però – attenzione spoiler in arrivo – viene sacrificata la relazione tra i due.

    Ecco, io ho fatto il mio personale effetto farfalla.
    Però su di un foglio, e per quanto alcuni risultati non mi soddisfino particolarmente, di certo non ci sono stati drammi, tormenti e morti come nel film, eh!

    Ci tengo a precisare fin da subito che non è stato premeditato, nel senso che non mi sono messa a tavolino pensando “ehi faccio 5 farfalle, tutte diverse, un po’ come un Butterfly Effect, figata!“. Mi conoscete, non esito un istante a raccontare significati e ragioni per cui nascono i miei lavori, pertanto credetemi se vi dico che è stata una enorme e incredibile coincidenza di cui mi sono resa conto solo dopo. Anche il fatto che siano 5, giuro, è un caso.

    FARFALLE, ALTERNATIVE E TRASFORMAZIONI

    Le farfalle rappresentano la trasformazione e questo per me è un periodo di profonda trasformazione personale – e di conseguenza artistica. A febbraio mi sono finalmente rimessa a disegnare dopo molti mesi in cui attività lavorativa e vita privata mi avevano tenuta lontana dai fogli per un po’. La voglia di creare liberamente e sperimentare riversando tutto sul foglio era moltissima, ma non sapevo da cosa iniziare. Allora ho messo su The Wall dei Pink Floyd – uno dei miei album del cuore – e ho disegnato proprio una semplicissima farfalla a matita, e il giorno dopo un’altra uguale in inchiostro e poi in acquerello.. e così via.

    Col senno di poi posso dire che stavo inconsapevolmente facendo il mio personalissimo butterfly effect creativo rispondendo a modo mio alla stessa implicita domanda del film: e se l’avessi fatta in modo differente? E proprio come nel film, ogni volta che rifacevo la mia farfalla da capo, ottenevo un disegno nuovo e diverso.

    Cercavo alternative. La cosa affascinante è che in quel momento non avevo idea di cosa stessi facendo, l’ho vissuto come puro virtuosismo, un allenamento ai vari materiali. Un riscaldamento stilistico per sciogliere e sgranchire la mano dopo la lunga pausa.

    COSA E’ L’EFFETTO FARFALLA

    Lo slogan del film è «change one thing, change everything» (cambia una sola cosa, cambia tutto), ma l’effetto farfalla non è una trovata cinematografica, esiste davvero. In matematica e fisica è legato alla teoria del caos ed esprime l’idea che anche “minuscole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema” (fonte Wikipedia).

    In fondo, con le mie farfalle è successo questo: una piccola variazione, come può essere la scelta del materiale da usare per disegnarla, ha prodotto un notevole cambiamento nell’artwork finale. Questa cosa in realtà non l’ho fatta solo con le farfalle, diciamo che mi sto divertendo a studiare varianti e provare a tornare indietro per rifare in modo diverso anche altri disegni.

    SMONTARE PER POI RIMONTARE

    Lo stesso soggetto disegnato con materiali diversi genera un diverso disegno: questo è piuttosto ovvio e lo sapevo già. Premesso (di nuovo) che questo progetto farfalloso non l’ho iniziato con una meta consapevole, credo che una parte di me volesse semplicemente testare i singoli strumenti perché solo vedendoli all’opera da soli potevo capire come farli funzionare meglio insieme. Dividere per riunire. Smontare per ri-assemblare. Quello che non sapevo è che avrebbe rivoluzionato il mio concetto di “tecniche miste” e aperto un percorso nuovo.

    In questo momento sono nel bel mezzo di una grande e profonda rivoluzione creativa, un percorso artistico di cui intravedevo l’inizio quando mi sono messa a disegnare queste farfalle, ma di cui ignoravo completamente la portata. Artisticamente parlando, credo che solo un’altra volta nella mia vita io abbia vissuto qualcosa di simile, ed è stato quando mi sono trasferita a Madrid e ho dato vita a tutti i quadri del mio alter ego Elan. Di tutti quei quadri vi parlerò, lo dico sempre e prima o poi lo farò davvero, promesso. Intanto mi preme di più raccontarvi del percorso che sto facendo ora: su Instagram sto iniziando a mostrare alcune cose ed è sicuramente il posto migliore dove seguirmi per non perdervi nessun post o storia in proposito.

    Tornando alle farfalle, col senno di poi credo di aver capito quale sia stato il loro compito: farmi capire cosa voglio cambiare nel mio modo di usare certe tecniche e cosa vorrei inserire di quelle che ancora non uso, e questo soprattutto in funzione del come usarle insieme. E insieme non significa necessariamente mischiate sulla carta, per me in questo momento “insieme” significa in armonia all’interno dello stesso disegno. 


    FARFALLA N.1: GRAFITE

    La matita è l’anima morbida dei miei disegni. Nella pagina about del mio sito trovate una lunga spiegazione di quello che è per me la matita e del perché la associo a Sara in contrapposizione all’inchiostro di Elan. E’ lo strumento con cui mi sento più a mio agio, e ora credo sia pronto per fare un piccolo upgrade. Che non significa cambiare il modo di usarlo, significa renderlo più socievole con gli altri.⁣

    FARFALLA N.2: INCHIOSTRO

    La co-star nei miei disegni, l’inchiostro deciso che si contrappone alla morbidezza della matita. Penso sempre che lo uso troppo poco, ma forse il problema non è il quanto bensì il come. Senza saperlo ho iniziato a cercare un nuovo modo di affiancarlo alla grafite. Quello che vorrei? Più collaborazione.⁣

    FARFALLA N.3: MATITE COLORATE

    Conosci il tuo nemico. Non so se è per la pressione del mio tratto che è incompatibile con questo strumento o se semplicemente c’è un disinteresse reciproco che ci porta a non sintonizzarci, ma io con le matite colorate ho da sempre un pessimo rapporto. Però periodicamente ci riprovo, forse perché sento che nonostante tutto un piccolo ruolo da comparsa nei miei disegni lo possono avere. Vorrei lo avessero. Devo solo capire quale.

    FARFALLA N.4: ACQUERELLI

    A modo mio me la cavo sempre, ma quando c’è di mezzo l’acquerello non do certo vita a opere memorabili. Deve sempre essere uno strumento a supporto perché non sono per nulla agile nell’usarlo da solo. Resto incantata quando lo vedo leggero e senza contorni nel lavoro di altri, poi però se provo io il risultato mi sembra sempre qualcosa di informe e macchiato. Non è solo questione di tecnica e neppure la mia tendenza a dover mettere sempre limiti e contrasti. E’ proprio come se nel mio modo di disegnare stonasse. Però è una nota sbagliata che voglio assolutamente accordare, allora persevero perché so che la giusta melodia c’è.⁣

    FARFALLA N.5: MIXED MEDIA

    Le quattro farfalle precedenti confluiscono tutte qui, in una sola. Usare singolarmente i vari materiali mi ha aiutata a capire quali possono essere i modi migliori per mescolarli. Separare per ri-unire. Cosa scegliere di uno e dell’altro, selezionare e prendere accuratamente da ciascuno ciò che è più adatto al mio modo di disegnare, e poi combinare tutto insieme. INSIEME. Ma io voglio davvero usarli tutti insieme? O meglio, insieme in che senso?⁣

    Una possibile risposta me l’ha data proprio quest’ultima farfalla, mentre amalgamavo le varie tecniche sovrapponendole tra loro fino a non sapere più dove finisce una e inizia l’altra.

    SEPARARE PER RIDISTRIBUIRE

    Vi è mai capitato di fare una cosa senza un senso apparente, e poi realizzare che un senso ce l’ha?⁣ Questo è stato un piccolo percorso iniziato inconsapevolmente, una manciata di farfalle senza gloria e senza infamia che forse non si sarebbero neppure guadagnate un post sul blog se non fosse per il parallelismo con il film The Butterfly Effect, eppure ha innescato una reazione a catena dando il via a tutta una serie di esperimenti che rielaborano non solo il mio concetto dei termini ‘insieme’ e ‘tecniche miste’, ma anche un po’ il mio modo di progettare alcuni disegni futuri.⁣ In effetti a ben pensarci questa cosa è davvero coerente col tema del film: un piccolo accadimento apparentemente insulso può stravolgere il corso degli eventi.  

    Ho preso i materiali per cui provo un forte interesse creativo e li ho separati per poi ridistribuirli, e questo mi permette di lavorare sulle singole corde di ciascuna tecnica per riaccordare l’intero mio strumento.⁣ Non voglio stravolgere il mio modo di creare, però l’arte  – quando siamo fortunati – si evolve e cresce con noi, e io ho molti cambiamenti maturati negli ultimi anni (e qualche ombra) a cui ora devo e voglio trovare giusta traduzione nei miei disegni.

    Lo so, sto dicendo molto senza dire realmente nulla, ma come faccio a spiegarvi un processo ancora in divenire in cui io per prima sto cercando di capire a quali domande cercare risposte? Per ora posso dire che dietro alla siepe di questo piccolo e apparentemente sciocco esercizio si nascondeva un valido punto di partenza. Punto di partenza per dove, per cosa? Per uno dei nuovi sentieri creativi che sto percorrendo con più costanza ed energia.

    Tra pochissimo inizierò a mostrarvelo, nel frattempo posso dirvi che anche in questo caso, proprio come nel film, mi sa che l’ipotesi di finale che ho perseguito è proprio quella in cui – attenzione spoiler in arrivo – viene un po’ sacrificata la relazione tra i vari materiali…
    [ continua! ]

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