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    Ricomincio a ottobre, anzi.. dall’Inktober!

    31 October, 2017

    Ciao a tutti! È da quando l’ho scoperto tre anni fa che volevo partecipare all’Inktober, ma ogni volta per una ragione diversa non ci sono mai riuscita. Quest’anno finalmente ce l’ho fatta, e ovviamente come sempre vi racconto la mia avventura.

    Per chi non lo conoscesse vi spiego al volo cos’è l’Inktober: il nome nasce dalla crasi delle parole inglesi ink + October e infatti si svolge a ottobre e prevede un disegno al giorno realizzato in inchiostro, per un totale di 31 disegni da condividere sui social con l’hashtag #inktober. L’iniziativa è nata nel 2009 come sfida individuale dell’illustratore Jake Parker che voleva impratichirsi con questa tecnica e sviluppare l’abitudine di disegnare tutti i giorni.
    Ormai l’Inktober è diventato una challenge a livello mondiale e ogni anno a ottobre tantissimi illustratori si cimentano in questa impresa: fra loro quest’anno c’ero anche io!

    L’Inktober è un modo molto carino per partecipare a qualcosa di collettivo, e magari avere anche un pochino di visibilità, ma la mia adesione ha avuto delle ragioni ben precise che vanno oltre la possibilità di poter condividere il mio lavoro attraverso un hashtag bollente.

    Anzitutto è stato un incentivo per tornare a disegnare dopo due anni di pausa: il bimbo ha iniziato l’asilo a metà settembre e io ho potuto rimettermi al lavoro, però tornare a disegnare dopo così tanto tempo un pochino mi spaventava e conoscendomi avrei continuato a temporeggiare dedicandomi alle mille altre cose che orbitano attorno alla mia attività. Avevo bisogno di una data sul calendario da cui non poter scappare, qualcosa di imposto da altri e non deciso da me, e l’Inktober col suo inizio ufficiale il primo di ottobre era perfetto. Quindi in pratica mi sono tesa un’imboscata da sola!

    Poi c’è la componente ritorno col botto: dopo due anni senza disegni nuovi – durante i quali chi mi segue sui social si è sciroppato pazientemente la ripubblicazione dei vecchi disegni – volevo che il mio ritorno sui fogli fosse speciale e intenso: sfornare 31 disegni in un mese mi sembrava il perfetto rientro al lavoro coi fuochi d’artificio.

    Ovviamente c’è anche l’aspetto tecnico: avevo già fatto una serie interamente in inchiostro ( Paradossi ) però volevo provare nuove tecniche di riempimento oltre al dotwork, e per la prima volta affiancare al tratto dei pennini anche l’inchiostro liquido spennellato, quindi un progetto in cui l’inchiostro la fa da padrone era perfetto per fare un po’ di prove e allenarmi con questo strumento.

    MA COSA AVREI DISEGNATO?
    L’Inktober offre ogni anno una lista ufficiale di “prompt” ovvero una lista di parole/aggettivi che possano ispirare e guidare chi magari non ha troppa fantasia, perché alla fine avere idee per 31 soggetti un giorno dopo l’altro non è affatto semplice. altrimenti si può anche fare il proprio personale Inktober ed è quello che ho fatto io. Mi piaceva l’idea di un progetto omogeneo che avesse un senso dall’inizio alla fine, e ho pensato che il posto ideale dove poter andare a pescare 31 cose da disegnare che avessero una connessione era il regno animale! Quindi ho disegnato 31 animali, e questo mi ha permesso fra le altre cose di aggiungere un altro punto alle ragioni per cui è valso la pena partecipare all’Inktober: 31 animali sono moltissimi e inevitabilmente ci è finito dentro qualche soggetto che magari di mia spontanea iniziativa non avrei mai disegnato, e sarebbe stato un peccato perché invece mi ha riservato sorprese. Per esempio ho scoperto che disegnare le farfalle che amo molto mi annoia terribilmente, mentre la primissima aquila della mia vita mi ha affascinata e ho adorato disegnare il suo piumaggio. Anche disegnare la texture della lumaca o del camaleonte mi è piaciuto molto. Insomma, questa sfida mi ha insegnato davvero tanto, e del resto questo è proprio lo scopo per cui Jake Parker l’ha ideato anni fa.

    Era da un po’ che mi ronzava in testa l’esperimento di affiancare delle frasi ai miei disegni: quindi era deciso, avrei disegnato 31 animali ciascuno accompagnato da una citazione famosa, con lo scopo di creare delle metafore.

    DOVE L’AVREI FATTO?
    Avrei potuto eseguire tutti i disegni su fogli volanti, ma essendo un insieme di soggetti omogeneo e così fortemente correlati fra loro attraverso il fil rouge delle citazioni, desideravo fosse contenuto in un unico posto. Ho rovistato un po’ in casa alla ricerca di un quaderno adatto, avevo bisogno fosse anche piccolo perché ho solo 3 ore la mattina mentre il bimbo è all’asilo quindi fare disegni non troppo grandi era una condizione imprescindibile per avere qualche speranza di riuscire a starci dietro quotidianamente. Ho trovato una vecchissima Moleskine, misura A6 quindi piccolina, che pensate un po’ il caso: ha 31 pagine giuste giuste! Ai tempi ne aveva di più ma probabilmente avrò scritto qualcosa di cui mi sono pentita e poi l’ho strappato (infatti l’apertura della Moleskine al secondo disegno porta il segno di molte pagine strappate via), insomma morale della favola quando l’ho trovata ho pensato subito che fosse la custode perfetta per questo progetto, destinata da sempre a contenere il mio Inktober 2017!


    Dopo vi racconto qualche retroscena interessante e soprattutto vi svelo cosa diventerà questo progetto, ora però vi faccio vedere tutti i disegni che lo compongono. Essendo 31 sono tantissimi quindi cercherò di essere concisa altrimenti questo post diventa infinito, ma li potete trovare tutti con il nome “Metafore Animali” nel mio portfolio, oppure su Instagram potete vedere tutti i work in progress e le mie spiegazioni raccolti nell’hashtag #saraelanillustration_inktober


    IN UN MESE SUCCEDONO TANTE COSE
    L’Inktober si svolge per tutto ottobre, e ottobre è un mese, un dodicesimo dell’anno, è fatto di 4 settimane e 31 giorni: è fatto di vita. Come tale ha racchiuso alcune dediche speciali che riguardano il mio calendario personale. Per esempio il giorno #13 sarebbe stato il compleanno di un carissimo amico che non c’è più, il primo senza di lui, e gli ho regalato l’unica pagina del mio Inktober con un tocco di colore e una frase mia e non di altri; il #17 invece è stata la volta di un disegno dedicato al compleanno di mio figlio, ha compiuto due anni! Ci sono stati imprevisti, per esempio il disegno del giorno #10 doveva essere un cigno bianco con frase di Coco Chanel e invece per sbaglio è venuto troppo scuro, e si è trasformato all’improvviso in un cigno nero creando (e convertendosi lui stesso) nella metafora della omonima Teoria di Nassim Nicholas Taleb. Ci sono stati anche tanti parallelismi tra le citazioni usate e il mio vissuto quotidiano.. il lupo solitario, la balena… trovate tutto nelle didascalie alle foto che giorno per giorno, per 31 giorni, ho pubblicato sul mio profilo Instagram e su Facebook: per questioni di lunghezza non le riporto qui ma vi invito a leggerle se volete conoscere davvero a fondo questo progetto e capire quando complesso e quanto più impegnativo del previsto si è rivelato.

    IMPEGNATIVO. Eh sì, ammetto che non è stato semplice.
    Riuscire a fare il disegno quotidiano con la mia limitatissima dose di tempo è stata spesso una corsa contro l’orologio, infatti ero partita convinta che avrei saltato mio malgrado almeno qualche giorno: a volte sono riuscita a portarmi un po’ avanti soprattutto per i disegni dei week end in cui volevo dedicarmi esclusivamente alla famiglia, però c’erano sempre alcuni impegni nascosti dietro l’angolo che resettavano il mio vantaggio temporale. Ma sono riuscita a non saltarne neppure uno e questo mi rende mooolto soddisfatta.

    E poi ammettiamolo è stato un lavorone associare 31 animali a 31 frasi in modo da creare una metafora sensata e non forzata o debole di significato. A dirlo sembrano pochi, ma a farlo sono tanti e io a questo non avevo pensato perché non avevo pianificato tutto il progetto, anzi a dirla tutta fino a qualche giorno prima neppure avevo deciso che avrei disegnato animali e di certo non immaginavo quello ne sarebbe nato. Ne avevo già qualcuna in mente, anzi è stata proprio quella piccola manciata di idee che avevo già in testa a farmi decidere che avrei disegnato animali + frasi (l’ape di apertura, la farfalla comfort-zone, il bruco che si trasforma..) ma al termine della prima settimana mi sono trovata di fronte alla dura realtà: avevo coppie animali/frasi per coprire a malapena metà mese, e tutto il resto del progetto?? Quindi c’è anche stato un grande lavoro di ricerca che ha portato via tempo ed energie, soprattutto considerando che il meccanismo delle metafore per come si è poi sviluppato si è innescato solo verso il terzo/quarto disegno, inizialmente non avevo la minima idea diventasse un vero e proprio vademecum di metafore, e quando l’ho capito mi sono detta “oh cacchio in cosa mi sono andata ad infilare…

    Però ogni pagina alla fine ha trovato spontaneamente la sua accoppiata di immagini e parole, e a modo suo è stato un piccolo bruco diventato farfalla!

    Qualcuno mi ha chiesto “sono nate prima le frasi o gli animali?”
    Entrambi, nel senso che per alcuni animali ho cercato appositamente una frase legata alle loro caratteristiche o simbologia, in altri casi invece conoscevo già la citazione e la volevo proporre e si è trattato “solo” di trovare il giusto animale da abbinargli. Mi sono trovata spesso a dover scegliere tra la resa del singolo disegno e il progetto nella sua totalità, ovvero scegliere tra un animale più bello e “instagrammabile” o una valenza della metafora più forte, e io ho sempre privilegiato la potenza e la credibilità della metafora in nome del progetto intero.

    Un altro piccolo livello di difficoltà: mi sono imposta di non fare alcuni animali come li avrei disegnati di default, ovvero scegliere altri modi per realizzarli costringendomi talvolta ad abbandonare il sentiero conosciuto a favore di sperimentazioni in free style e innumerevoli prime volte. Questo per una che lavora sempre e solo in bella copia era un po’ un rischio, soprattutto considerando che da una Moleskine di 31 pagine precise non potevo strapparne neanche una per rifare il disegno, quindi non avevo margine di errore. Qualche errore c’è stato per esempio il mondo su cui si riflette il cigno nero era inizialmente un semplice lago e ho dovuto letteralmente incollare un nuovo mondo disegnato sopra; la zampa del cane era un obrobrio e sempre tramite collage mi sono inventata qualche ciuffo d’erba non previsto, c’è una grande sbavatura nel disegno con le lucciole, avevo fatto delle nuvole nel disegno con lo stormo che ho poi cancellato con Photoshop perché lo preferivo senza.. poi per alcuni disegni ho avuto più tempo e voglia e mi sono venuti a mio avviso meglio (l’aquila, il camaleonte, il cervo, l’uccellino col nido..) altri li ho dovuti fare velocemente e a volte anche stanca e svogliata e non sono venuti come speravo (il cane, le lucciole, la rana, le balene..) altri ancora invece mi hanno sorpreso perché non ero in forma ma il risultato finale mi soddisfa (lo scoiattolo, la lumaca, il riccio..)

    In questo progetto non mi sono fatta mancare nulla e mi sono voluta mettere alla prova anche con un disegno in diretta: la volpe del giorno 26 infatti è stata disegnata attraverso l’apposita funzione “video in diretta” di Instagram ed è stato un vero e proprio freestyle. Era tra i soggetti che non avevo ancora ben chiaro come avrei sviluppato, sapevo l’area tematica ma non le avevo ancora assegnato una frase, non avevo idea di come sarebbe venuta. Mi sono messa davanti al foglio e ho premuto “play”, senza la minima idea di come lo avrei fatto e il disegno è nato proprio in diretta, in compagnia di chi guardava, e questa cosa mi è piaciuta moltissimo non solo perché è stato un ulteriore mettermi alla prova, ma perché è proprio così che nascono molti miei disegni – in corsa seguendo l’istinto – e sono felice che per la diretta sia capitato proprio uno di quei soggetti che più hanno potuto mostrare questo aspetto.


    Insomma, ognuno con la sua storia e difficoltà come è giusto che sia, ma sono riuscita a farli tutti e trentuno, e alla fine ho portato a termine questo progetto che mi sembrava interminabile, perché come dice la mia formichina del giorno 15 che solleva una briciola più grande di lei: sembra sempre impossibile, finché non è fatto!

    Insomma, sono tanti i motivi per cui l’ho fatto e ancora di più sono le cose che ho imparato e le soddisfazioni che ora ne derivano. E adesso cosa diventerà?
    In molti me lo avete chiesto o suggerito, e questo non ha fatto altro che rafforzare l’idea che mi era balenata in testa al termine della prima settimana quando iniziavo a sfogliare la mia Moleskine che piano piano si riempiva..

    Ebbene sì, diventerà UN LIBRO!

    (to be continued..)

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