• Avventure & progetti

    Un anno di matita in mostra al Frida

    15 April, 2014

    Lo scorso 23 marzo ho inaugurato la mia prima piccola esposizione al Frida & Particelle Complementari, un locale di Milano. In realtà non era proprio la prima, a Madrid dove vivevo avevo già esposto i miei quadri acrilici (di cui prima o poi vi parlerò), però era la prima volta che esponevo da quando è nata Saraelan Illustration.

    A inizio 2013, quando ho iniziato questo percorso, non avevo un portfolio né tantomeno uno stile; avevo solo tanta voglia di lasciare un lavoro che non mi rendeva più felice e seguire la mia passione per il disegno, o quanto meno provarci. Ho investito tanto in questo sogno e fra le varie cose soprattutto tanto tempo: ci è voluto circa un anno di esperimenti e pratica per arrivare a quadrare il cerchio e definire il mio tratto, e nel frattempo ne ho approfittato anche per creare il portfolio che non avevo.
    In questo anno sono nate le mie prime 3 serie:

    Lezioni di Anatomia: leggi >> Lezioni di Anatomia: la mia prima serie
    Le Figlie di Cernunno: leggi >> Le Figlie di Cernunno e lo studio sui volti
    Birds: leggi >> Birds: alla ricerca del colore con Bukowsky

    Un carissimo amico che aveva esposto i suoi quadri al Frida qualche mese prima mi ha convinta a fare lo stesso. Avevo appena finito Birds, la serie che in un certo senso ha chiuso un primo cerchio nella mia ricerca stilistica, e ho pensato fosse non solo una bella idea per confrontarmi per la prima volta con il giudizio delle persone, ma anche per sigillare simbolicamente quel mio primo importante anno da “illustratrice”. La mostra si sarebbe chiamata “Un anno di matita“.

    La parete che il Frida mette a disposizione degli artisti che espongono è abbastanza lunga, e ha due colonne raso muro che dividono gli spazi: coincidenza vuole che le aree che si creano siano quindi proprio tre come i gruppi di opere che io avevo da appendere. Il Frida è un locale, e tra arredi e luci soffuse ho pensato che dei disegni piccoli si sarebbero persi nell’ambiente. Allora ho deciso che per l’occasione avrei fatto fare delle stampe di grande dimensione, un pochino d’effetto che magari non fossero piatte ma sporgessero dal muro: alla fine ho scelto di fare delle stampe su tela, con un telaio di 5 cm di spessore.


    Nell’ottica di creare un micro percorso cronologico del mio studio artistico, ho deciso di posizionare la prima serie Lezioni di Anatomia subito all’entrata, per poi sviluppare il resto dell’esposizione verso sinistra lungo la parete che porta al bancone.

    Volevo catturare l’interesse subito per poi invogliare le persone a guardare anche gli altri disegni, quindi ho pensato di stampare il teschio molto grande – 90×120 cm – da appendere proprio di fronte all’ingresso, in modo che le persone se lo trovassero di fronte appena entrati. Il resto della serie sarebbe stata più didascalica, una striscia verticale della stessa altezza del teschio e larga 30 cm. Ecco qui la composizione finale una volta appesa:

    La seconda serie Le Figlie di Cernunno è composta da 6 ragazze, quindi 6 stampe.
    L’area centrale del muro sarebbe stata dedicata a loro. Ho deciso di stampare ciascuna ragazza in formato quadrato 80×80 cm e appenderle su due file da tre. Scegliere la disposizione non è stato semplice: come racconto nel post a loro dedicato queste ragazze sono suddivisibili sia in coppie per posizione (frontale, profilo e tre quarti) sia in tre in base a lunghezza capelli e corna (che dal punto di vista del significato non apporta nulla ma dal punto di vista bilanciamento grafico sì).Alla fine questa è la disposizione che ho scelto:

    Per quanto riguarda le tre ragazze di Birds – le uniche colorate – le ho stampate in un formato 60×90 cm in modo da occupare circa due metri della terza area di muro disponibile. Eccole qui:


    Mi sono divertita molto a preparare questa esposizione. Andare a misurare la parete, tutta concentrata con il mio metro come se stessi operando a cuore aperto; andare tornare e ritornare in stamperia per fare prove di stampa e supporti, e poi restare fino a tardi assistendo il plotter che piano piano partoriva centimetri dei miei disegni; ritirare le stampe, controllarle e accuratamente imballarle. E infine allestire la parete con l’aiuto di mio marito e mio padre: ricordo che pioveva e c’era il mercato nella via del Frida quel giorno e abbiamo dovuto parcheggiare lontani, scaricare tutto e ripararle bene perché non si bagnassero.

    Suppongo che tutte queste siano attività normali per chi fa questo mestiere da tanto o addirittura anche per chi non lo fa, ma per me era la prima volta che applicavo il mio essere illustratrice in un modo così attivo e ufficiale, e ho fatto tutte queste cose davvero con tanto amore ed estrema cura, e perché no.. anche un pizzico di fierezza perché il salto nel buio di cambiare lavoro e perseguire il mio sogno stava davvero prendendo forma, e dopo un anno china su fogli a disegnare e seminare, tutto stava iniziando a funzionare e qualcosina iniziavo a raccogliere.

    I miei disegni sono rimasti appesi per tre settimane, ma la sera del 23 marzo ho inaugurato l’esposizione con un aperitivo. Sono venuti moltissimi conoscenti ed è stata una serata davvero speciale, è stato molto bello anche sentire i commenti delle persone che erano lì per i fatti loro a far serata e vedendo i miei disegni esprimevano pareri positivi, non sapendo che io ero l’autrice e li stavo sentendo. Ma soprattutto l’affetto e il supporto di tutti i miei amici – fino a quel momento espresso “solo” attraverso parole e ilike su Facebook, sono stati palpabili e mi sono sentita davvero fortunata ad avere così tante persone che credono in me e che me lo dimostrano ogni giorno spronandomi ad andare avanti in questo progetto. Grazie davvero a tutti, e un grazie speciale a mio marito e ai miei genitori, che sono da sempre i miei primi fan.

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