• Racconti di mostre

    Oltre lo sguardo di Steve McCurry

    14 January, 2015

    Mi ero ripromessa che queste sarebbero state delle vacanze di Natale attive e sono riuscita a mantenere il proposito stando lontana dal divano e facendo davvero molte cose: una di queste è stata vedere la mostra su Steve McCurry alla Villa Reale di Monza.
    Non vi farò un copia/incolla di biografia e premi; a me piace l’idea di raccontarvi cosa mi è piaciuto e cosa mi ha trasmesso nella speranza di invogliarvi ad andare.

    Anzitutto il contorno: dopo un lungo periodo di decadenza la Villa Reale di Monza è stata ristrutturata e riaperta da pochi mesi e adesso non solo può ospitare mostre ed eventi (anche in previsione dell’Expo2015) ma offre una visita guidata nelle sale dove si è svolto un pezzo di storia d’Italia. Il biglietto di ingresso alla mostra di Steve McCurry include l’accesso guidato agli appartamenti reali: dura circa un’ora e vi consiglio vivamente di approfittarne. Forse perché amo i contrasti ma credo che usare la “nuova” Villa per una mostra così contemporanea sia davvero un bellissimo modo per riaprire le porte al pubblico.

    Le foto presenti alla mostra sono davvero tante, alcune famosissime, altre con molta probabilità sconosciute ai più – me compresa. Ovviamente la sua fama lo precedeva e avevo ben presente il genere di foto e i suoi scatti più celebri, però prima di questa mostra non ero mai entrata così a fondo nel suo mondo e nelle sue fotografie. Credetemi quindi quando dico che per apprezzare queste immagini non importa quante conoscenze abbiate su Steve McCurry o sulla fotografia: sono scatti che parlano da soli e trasudano realtà, per questo vi invito ad andare a prescindere.


    La mostra è davvero intensa: sarà per la grande quantità di fotografie esposte (circa 150), sarà per i colori accesi e le tante variazioni etniche e geografiche che bombardano di informazioni visive, sarà che si tratta per la maggior parte di immagini impegnative con un grande fardello culturale e politico, ad ogni modo questa è una delle mostre più potenti e suggestive che io abbia visto negli ultimi anni. Ogni foto racchiude una forza incredibile, mondi penetranti, così lontani da noi eppure resi così vicini da McCurry che a volte ti sembra di essere tu con la macchina fotografica in mano di fronte a quelle persone.

    Volti di giovani, di vecchi, di bambini già terribilmente consapevoli; sguardi fieri, spauriti, rassegnati, incuriositi, esasperati.. è veramente un carnevale di colori e stati d’animo. Salvo quella del cormorano intriso di petrolio – che mi spezza il cuore ogni volta che la vedo – alle fotografie più famose ho dedicato solo la doverosa e reverenziale dose di attenzione perché sono le foto che non conoscevo quelle che mi hanno coinvolto maggiormente: quella del bambino con la pistola per esempio mi ha colpita tantissimo dal punto di vista emotivo; l’uomo con i colori in volto credo sia il ritratto che più mi è piaciuto; il muro di Berlino con la fessura attraverso cui si vede la guardia è così semplice ma allo stesso tempo così “complessa”; la foto del profilo riflesso nello specchio rotto la trovo semplicemente stupenda e metaforica, ancora più bella vederla riflessa nello specchio antico della sala.

    Ti guardano ed è inevitabile provare a immaginare quale sia la storia dietro queste immagini: per alcune non lo saprò mai ma per altre ho scoperto una realtà totalmente differente da quella che pensavo grazie all’audio guida e ai racconti dello stesso McCurry. Per esempio la foto con il muro pieno di mani pitturate: a me ispirava una certa angoscia da guerra con un bambino in fuga e invece è un muro dipinto per una festa ed è un caso ci sia un ragazzino che corre, è semplicemente la prima persona che è passata mentre McCurry aspettava qualcuno da inserire nello scorcio.. poteva esserci chiunque altro. Oppure ancora il serpente che striscia sotto l’amaca di una madre ignara e addormentata in realtà non è la minaccia che sembra, anzi è uno degli animali che danno a quella famiglia di che vivere. Persone che sono storie e scorci che nascondono chissà quale verità: “Oltre lo sguardo” lo trovo un titolo perfetto per questa raccolta di fotografie e dato che ci sono tanti mondi dietro ogni foto vi consiglio di non disdegnare l’audio giuda quando ve la proporranno perché è davvero piacevole ascoltare curiosità e considerazioni attraverso le parole del fotografo.

    Fortuna, pazienza, spirito d’osservazione e la capacità di conquistare la fiducia delle persone che ritrae: il filone tematico della mostra sono le “massime” di Steve McCurry, cose che ha imparato, approcci al lavoro e filosofie di vita spiegati da lui in prima persona. A questo proposito troverete dei video posizionati lungo il percorso: non vi dirò quali sono queste massime, vi lascio la sorpresa per quando andrete ma diciamo che in parte svelano certe dinamiche dietro alcune delle sue foto.


    STEVE McCURRY – OLTRE LO SGUARDO
    30 Ottobre 2014 – 6 Aprile 2015
    Tutti i giorni tranne il lunedì
    Villa Reale di Monza – 2° piano nobile, Viale Brianza, 1 Monza
    Sul sito www.mostrastevemccurry.it trovate tutto.

  • Leave a Reply

    Your email address will not be published.