Chi sono

Saraelan illustration - Sara Elan Donati

La mia storia

Sono Sara Elàn Donati, e sono una disegnatrice. Il verbo «disegnare» fa parte di me da sempre, non è mai stato solo un passatempo creativo così come oggi non è semplicemente una professione: è anzitutto un luogo che raggiungo soltanto quando ho una matita in mano, e un metodo infallibile per distendere i pensieri, trovare risposte e sciogliere le mie inquietudini.

Forse per questo quando è stato il momento di scegliere quali studi intraprendere non ho voluto seguire una strada artistica, col timore che prima la disciplina dello studio e poi i doveri di un lavoro potessero contaminare quell’isola felice che volevo preservare a tutti i costi. Perciò mi sono laureata in una cosa diversa imboccando un sentiero che mi ha portata lontana, a formarmi per anni in agenzie di pubblicità e organizzazione di eventi. Credevo di essere felice, ma raggiunta la maturità personale e professionale mi sono resa conto che non lo ero perché disegnare solo nel tempo libero non mi bastava più, e forse ero pronta a convertire in mestiere la mia più grande risorsa.

Io credo che nulla accada per caso e a volte le deviazioni aiutano ad arrivare ancora più consapevoli alla propria meta. Così, a più di trent’anni, ho lanciato il cuore oltre l'ostacolo e mi sono messa in gioco ricominciando da capo. Fatta eccezione per un Master in grafica non ho mai seguito nessun corso di arte o disegno tradizionali, e sono orgogliosa di essere un’autodidatta il cui stile è il risultato di tanta ricerca, prove, errori e scoperte personali. Non è stato semplice costruire una professione da zero, investire tempo e pazienza in un sogno, abbandonare le sicurezze facendo un enorme salto nel buio... ma a chi mi chiedeva se avessi paura di affrontare un tale cambio, ho sempre risposto: «no, avrei più paura a non farlo».

Così oggi disegnare è diventato davvero il mio lavoro, e lo faccio con religiosa passione perché dentro i contorni di un foglio bianco io trovo il mio infinito. E forse nelle mie illustrazioni ne puoi trovare un pezzettino anche tu.

Saraelan illustration - Sara Elan Donati

DA COSA NASCE «SARAELÀN»

Sara è il mio nome di battesimo, ed è il cuore pulsante di questo progetto; Elàn è la mente di tutto ed è sempre stata la parte più coraggiosa di me. Non è un secondo nome o un primo cognome, Elàn è un nome d’arte e un alter ego che mi accompagna ormai da vent’anni e che ha a che fare con la teoria dello Slancio Vitale di Henri Bergson. Quello che l’Élan Vital rappresenta per me è talmente importante che l'ho addirittura tatuato sui polsi.

Sara ed Elàn non sono sempre andate d’accordo, ma nel tempo ho imparato ad avvicinare i miei due temperamenti così differenti, nella vita come nell’espressione artistica. La crasi «Saraelàn», che dà il nome al mio mondo, nasce dall’unione di queste due personalità che trovano il loro punto di incontro proprio nell’illustrazione, quando sul foglio diventano una cosa sola disegnando con la stessa mano.

Come, cosa e per chi disegno

Uso soprattutto grafite e inchiostro, materiali a me cari proprio perché rispecchiano il dualismo del mio carattere e per questo hanno dei ruoli ben definiti all’interno dei disegni che creo. La matita è il sentimento di Sara perché è morbida, gentile, condiscendente, abbraccia le sfumature, riempie senza invadere e accetta gli sbagli perché si può correggere e cancellare. L’inchiostro invece è determinato, perseverante e tenace; genera un tratto netto, deciso, copre e divide le zone di bianco in modo duraturo e indelebile: per questo lo associo alla ragione di Elàn.

Amo da matti i contrasti del bianco e nero, ma anche le sfumature: sto imparando ad usare gli acquerelli e recentemente ho iniziato ad aggiungere qualche colore ai miei disegni. E poi c’è Photoshop e la ricerca della formula definitiva per unire il disegno tradizionale all'arte digitale. Ma per quanto la grafica mi piaccia non potrà mai sostituire la magia che accade quando la punta della matita scorre sul foglio, il ticchettio del fineliner mentre disegno in dotwork o la sensazione della gomma pane fra le dita.

Disegno soprattutto ragazze, ma anche piante, fiori, parti anatomiche, oggetti vintage, corpi celesti e animali. Mi piacciono i paradossi, le metafore e le cose con un significato - perché senza dare un senso a ciò che faccio io non riesco a fare quasi nulla. Le mie illustrazioni non possono essere definite né realistiche né surreali: mi piace stare in equilibrio sul confine dove i due mondi si sfiorano, attingendo da entrambi e dando vita a soggetti proporzionati, ma sempre ancorati in qualche modo alla fantasia. In me convivono sia il bianco che il nero, la luce e l’ombra, la logica e l’estro, la ragione e il sentimento.. e forse semplicemente non voglio scegliere tra realtà e immaginazione. Così i miei disegni appartengono un po' a tutte e due le dimensioni.

Sono in un periodo di forte sperimentazione artistica, periodo che in realtà dura da sempre e proseguirà ad oltranza perché continuare a scavarsi dentro è inevitabile per chi come me dedica la maggior parte del tempo a progetti personali. Nella mia testa ho una lunghissima lista di disegni che ho già fatto, e prima o poi spero troverò il tempo per metterli tutti anche su carta. Nel frattempo molti di quelli che ho già realizzato sono diventati stampe, gioielli illustrati e altri prodotti che vendo nel mio shop online o ai market dedicati al fatto a mano. Quella scintilla che si accende all’improvviso negli occhi di chi scopre un perfetto incastro con un mio disegno, ecco ciò che muove tutto questo.

Qualcos'altro su di me

Arrivo ovunque in bicicletta, sono mamma di un ometto biondo di nome Enea e di una gatta nera di nome Marlene. Amo la pioggia, adoro il mare e sono un’appassionata di mitologia. Sono una divoratrice olimpionica di spaghetti e serieTV, sogno tanto e a colori intensi, bevo parecchio caffè e ringhio se la mattina mi si rivolge la parola prima di aver finito almeno il primo.

Se mi chiedi tre artisti dico Escher, Klimt e Fornasetti. Se mi chiedi tre band dico Afterhours, Tool e Joy Division (ma potrei dirne molte altre perché ho fatto anche la DJ).

Colleziono metafore, mangio piccantissimo e credo nell’amore impossibile tra ragione e sentimento. Apprezzo la buona compagnia, ma sono un’anima solitaria. Più passa il tempo e più ricerco la semplicità nelle abitudini, nelle cose e nelle persone - anche se poi io tendo a complicarmi ragionando troppo. Sostengo l’importanza dei dettagli, osservo tutto, mi affascina sapere come sono fatte le cose e forse per questo mostro come creo le mie attraverso tanti video e work in progress.

In passato dipingevo in acrilico con uno stile molto diverso da quello di oggi e anzi, quella è stata la forma che la mia arte ha avuto per un importantissimo e lungo periodo. Poi qualcosa si è rotto e ho smesso all’improvviso, sono passati gli anni e non ho mai più toccato una tela. Da quando ho intrapreso questo percorso di illustrazione concentro qui tutte le mie energie artistiche, ma ultimamente ci penso spesso... quindi chissà, magari prima o poi supererò il mio blocco e riprenderò di nuovo i pennelli in mano. E quando lo farò, vorrei provare la pittura a olio.

Ora vivo di nuovo nel luogo in cui sono nata, Milano, ma ho vissuto per tantissimi anni da sola a Madrid, città a cui devo molto e da cui una parte di me non ha mai più fatto ritorno.

Infine, ma non meno importante, un doveroso ringraziamento ai miei genitori e mio marito, perché hanno sempre creduto in me e senza di loro non avrei avuto la spinta per trasformare in lavoro questa mia grande passione.