• Disegni & illustrazioni

    Billie, la ragazza che doveva chiamarsi Andrea

    13 Dicembre, 2017

    Oggi ti racconto del disegno di una ragazza pirata. Il post sarà breve, ma contiene un aneddoto a cui sono affezionata e che probabilmente ha gettato le basi per la mia ostinata tendenza a ripescare e salvare vecchi disegni.

    È la storia di una ragazza che doveva essere molto diversa, chiamarsi Andrea e avere due occhi. Poi è successo che uno dei due occhi proprio non mi veniva, e allora è diventato il disegno di una ragazza pirata.

    UN OCCHIO AMMUTINATO

    L’ho disegnato, cancellato, rifatto e ricancellato per molte volte finché la carta del foglio non si è rovinata in modo irreparabile. Così alla fine ho deciso di essere pragmatica ed eliminarlo del tutto, coprendolo in qualche modo. A volte la creatività nasce dagli errori, ed è proprio così che Andrea è diventata Billie, una ragazza pirata con una benda che nasconde il vuoto lasciato dall’occhio che non voleva essere disegnato.

    ERRORI PREZIOSI

    Per lei provo una simpatia speciale perché mi ha insegnato che quando un disegno non viene come vorrei non deve necessariamente generare sconforto ed essere cestinato. In realtà nel tempo ho imparato anche che non devo per forza accanirmi e che imparare a lasciar andare un disegno che non è riuscito è la scelta migliore (come con Charlotte).

    Ma è altrettanto vero che, a volte, un fallimento può essere trasformato in qualcosa di diverso.

    Ovviamente questo vale sia sul tavolo da disegno sia nella vita di tutti i giorni. L’originale di Billie è stato a lungo appeso davanti alla mia scrivania nella sua forma imperfetta, orba da un occhio cancellato troppe volte e incolore, per ricordarmi che anche da un errore può nascere qualcosa di buono.

    P COME PIRATA, MA ANCHE COME PIONIERA

    Billie è stata la prima a spingermi a rielaborare qualcosa di venuto male per provare a salvare un disegno dal cestino. Certo, avrei potuto semplicemente buttarla e rifarla da capo stando attenta a realizzare meglio entrambi gli occhi, e ne avrei guadagnato in tecnica. Ma in fondo quello che ho imparato con lei non ha niente a che fare con la tecnica e neppure con la sperimentazione artistica.

    Quello che ho imparato con lei è che oltre al verbo scartare c’è anche il verbo correggere, e che talvolta la rivincita di qualcosa poggia le fondamenta proprio sulla sua disfatta precedente.

    Di questo insegnamento ho fatto talmente tesoro (giusto per restare in tema di pirati!) che la tendenza al recupero di materiale artistico e la voglia di dare una seconda possibilità ad alcuni disegni con gli anni non mi ha mai abbandonata, anzi semmai è aumentata.

    Lo faccio con i Disegni Mossi, le animazioni con cui do nuova vita e racconti a illustrazioni che altrimenti avrebbero già esaurito la loro storia. E l’ho fatto recentemente con le Ragazze Fiorite, un progetto particolare nato durante la quarantena per il Covid-19 (se vuoi vederla ho fatto anche un’illustrazione ispirata a quello) in cui ho mescolato vecchissimi volti femminili con grafiche floreali facendole rinascere e ri-fiorire in qualcosa di nuovo.

    E Billie è una di loro (anche se ancora non l’ho mostrata!).

    BILLIE L’ORBA

    Ed ora una piccola curiosità sul nome: su certe cose me la immaginavo diversa, ma comunque seria e un po’ maschiaccio, per questo avevo pensato al nome Andrea, che in italiano è maschile mentre in altri paesi è femminile.

    Quando è diventato il disegno di una ragazza pirata è stato molto semplice trovarle un nuovo nome per una nerd figlia degli anni ’80 come me: vi dice qualcosa Willy l’Orbo dei Goonies? Ecco, Bill è diminutivo di William, e lei è ovviamente diventata Billie. Billie l’orba.

    Qui di seguito un paio di foto dei work in progress e poi ti svelo qualche dettaglio che riguarda la fase di colorazione.

    Disegno di ragazza work in progress

    LA RAGAZZA PIRATA

    Il disegno originale è semplicemente il disegno a matita di una ragazza senza un occhio. La vera caratterizzazione di pirata l’ho realizzata con Photoshop.

    La colorazione è avvenuta interamente in digitale. La prima cosa su cui ho lavorato sono state le strisce della maglia e la camicetta: con il colletto bianco mi sembrava mancasse qualcosa, dovevo aggiungerci una fantasia, un colore.. allora ho deciso di creare un pattern di ancore su sfondo verde chiaro.

    Poi, come ogni pirata che si rispetti, inizialmente pensavo di inserire un pappagallo. Alla fine ho deciso di non metterlo, ma proprio la sua assenza è diventata un’idea per lo sfondo. La scritta Where is my parrot? – Dov’è il mio pappagallo? – è diventata il pattern a rendere il background color senape meno monotono.

    UN OCCHIO SOLO, MA CHE CI VEDE BENISSIMO

    La morale della favola è che una cosa che sembrava destinata ad essere archiviata come esperimento fallito, con un pizzico di inventiva non solo si è salvata, ma è anche diventata un disegno che amo molto di quel periodo.

    In realtà questo amore per Billie va un po’ contro le preferenze di chi segue il mio lavoro, ma del resto è normale: come si fa a preferire una fanciulla orba e reinventata di fronte a serie importanti e dense di contenuto come Lezioni di Anatomia, le Metafore Animalialtri disegni che sono venuti dopo?

    Però lei per me resterà sempre quella che, seppur con un occhio in meno, mi ha insegnato a vedere al di là degli errori.

    Disegno di ragazza pirata con strisce bianche e nere

    Disegno di ragazza pirata

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