• Disegni & illustrazioni

    Billie, la ragazza che doveva chiamarsi Andrea

    13 Ottobre, 2017

    Oggi ti racconto del disegno di una ragazza pirata. Il post sarà breve, ma contiene un aneddoto a cui sono affezionata e che probabilmente ha contribuito alla mia ostinata tendenza di ripescare e salvare vecchi disegni.

    Perché in realtà non nasceva per essere il disegno di una ragazza pirata: lo è diventato a causa di un errore.

    IL DISEGNO DI UNA RAGAZZA PIRATA

    È la storia di una ragazza che doveva essere molto diversa, chiamarsi Andrea e avere due occhi. Insomma non doveva essere una pirata. Però poi è successo che uno dei due occhi si è ammutinato – giusto per restare nel gergo nautico – e non sono più riuscita a disegnarlo.

    L’ho fatto, cancellato, rifatto e ricancellato per molte volte finché la carta del foglio non si è rovinata. Perciò alla fine ho deciso di essere pragmatica ed eliminarlo del tutto, coprendolo in qualche modo.

    A volte la creatività nasce dagli errori, ed è proprio così che Andrea è diventata Billie, la ragazza pirata con una benda che nasconde il vuoto lasciato dall’occhio che non sono riuscita a disegnare.

    ERRORI PREZIOSI

    Per lei provo una simpatia speciale perché mi ha insegnato che quando un disegno non viene come vorrei, non deve necessariamente generare sconforto ed essere cestinato.

    In realtà col tempo ho imparato anche che non devo per forza accanirmi, e che lasciar andare un disegno non riuscito a volte è la scelta migliore. Come per esempio è successo con Charlotte e poi con la Ragazza Autunno.

    Insomma la verità sta nel mezzo, ma a volte un fallimento può davvero trasformarsi in qualcosa di diverso.

    L’originale di Billie è stato a lungo appeso davanti alla mia scrivania nella sua forma imperfetta, orba da un occhio, rovinato e incolore, per ricordarmi che anche da un errore può nascere qualcosa di buono.

    P COME PIRATA, MA ANCHE COME PIONIERA

    Billie è stata la prima a spingermi a rielaborare qualcosa di venuto male per provare a salvare un disegno dal cestino. Certo, avrei potuto semplicemente buttarla e rifarla da capo stando attenta a realizzare meglio entrambi gli occhi, e ne avrei guadagnato in tecnica. Ma in fondo quello che ho imparato con lei non ha niente a che fare con la tecnica e neppure con la sperimentazione artistica.

    Quello che ho imparato con lei è che oltre al verbo scartare esiste anche il verbo correggere.

    Di questo insegnamento ho fatto talmente tesoro (giusto per restare in tema di pirati!) che la tendenza al recupero di materiale artistico e la voglia di dare una seconda possibilità ad alcuni disegni con gli anni non mi ha mai abbandonata, anzi semmai è aumentata.

    Lo faccio con i Disegni Mossi, le animazioni con cui do nuova vita a illustrazioni che altrimenti avrebbero già esaurito la loro storia. E l’ho fatto recentemente con le Ragazze Fiorite, un progetto particolare nato durante la quarantena per il Covid-19 in cui ho mescolato vecchissimi volti femminili con grafiche floreali facendole rinascere e ri-fiorire in qualcosa di nuovo.

    E Billie è diventata una di loro. Ma andiamo con ordine.

    BILLIE L’ORBA

    Anzitutto una piccola curiosità sul nome: su certe cose me la immaginavo diversa, ma comunque seria e un po’ maschiaccio, per questo avevo pensato al nome Andrea, che in italiano è maschile mentre in altri paesi è femminile.

    Quando è diventato il disegno di una ragazza pirata è stato molto semplice trovarle un nuovo nome per una nerd figlia degli anni ’80 come me: hai presente Willy l’Orbo dei Goonies? Ecco, Bill è diminutivo di William, e lei è ovviamente diventata Billie. Billie l’orba.

    Qui di seguito un paio di work in progress:

    Disegno di ragazza work in progress

    IL DISEGNO DELLA MIA RAGAZZA PIRATA

    Il disegno originale è semplicemente il disegno a matita di una ragazza senza un occhio. La vera caratterizzazione di pirata l’ho realizzata con Photoshop.

    La colorazione è avvenuta interamente in digitale.

    La prima cosa a cui ho lavorato è stata ovviamente la benda. Poi mi sono occupata delle strisce della maglia e della camicetta. Con il colletto bianco mi sembrava mancasse qualcosa allora ho deciso di creare un pattern di ancore su sfondo verde chiaro.

    Poi, come ogni pirata che si rispetti, ci voleva un pappagallo. Alla fine ho deciso di non metterlo, ma proprio la sua assenza è diventata un’idea per lo sfondo. La scritta Where is my parrot?Dov’è il mio pappagallo? – è diventata il pattern a rendere il background color senape meno monotono.

    UN OCCHIO SOLO, MA CHE CI VEDE BENISSIMO

    La morale della storia è che una cosa che sembrava destinata ad essere archiviata come esperimento fallito, con un pizzico di inventiva non solo si è salvata, ma è anche diventata un disegno che amo molto di quel periodo.

    In realtà questo amore per Billie va un po’ contro le preferenze di chi segue il mio lavoro, ma del resto è normale: come si fa a preferire una fanciulla orba e reinventata di fronte a serie importanti e dense di significati come Lezioni di Anatomia, le Metafore Animali, i Paradossi, la Flora Italiana Protetta o altri disegni che sono venuti dopo?

    Però lei per me resterà sempre quella che, seppur con un occhio in meno, mi ha insegnato a vedere al di là degli errori.

    Disegno di ragazza pirata con strisce bianche e nere

    Disegno di ragazza pirata

    BILLIE, DA DISEGNO DI PIRATA A RAGAZZA FIORITA

    Billie è stata usata anche per un progetto che mi sta molto a cuore realizzato durante la dura primavera del 2020, quella della quarantena per il Covid-19.

    Si tratta di una serie di collage digitali in cui – non potendo disegnare cose nuove a mano – ho rispolverato vecchi disegni di ragazze e grafiche floreali. Si chiamano Ragazze Fiorite, e con loro sono rifiorita un po’ anche io.

    Se vuoi vederle tutte e conoscere la loro storia ne ho parlato qui: >> Le mie ragazze (ri)fiorite

    Illustrazioni-di-ragazze-con-fiori-ragazze-fiorite-papaveri

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