• Disegni & illustrazioni

    Pauline, Ramona e le altre ragazze del 2013

    27 February, 2019

    Era appena iniziato il 2013 e io non avevo ancora dato le dimissioni dalla mia attività nell’organizzazione di eventi, ma mancava poco a quel momento. Intanto iniziavo a fare esperimenti e disegnavo in ogni ritaglio di tempo che riuscivo a recuperare, tra un viaggio di lavoro e l’altro. Disegnavo a casaccio, senza seguire nessun percorso creativo o coerenza fra i soggetti. A ripensarci adesso, mentre lotto per uscire dai miei rigidi schemi, mi lascerei quasi scappare un “ahhhh, bei tempi..”

    Prima della mia prima vera serie Lezioni di Anatomia, prima delle foto dei work in progress luminose e soprattutto prima delle morbide fanciulle di Birds, sono nate alcune ragazze che non troverete sul mio portfolio,  ma che col senno di poi sono state fondamentali per far pratica e arrivare a disegnare le mie ragazze così come lo faccio oggi.

    DALLE RAGAZZE MANGA A QUELLE DI OGGI

    Fare ragazze mi è sempre piaciuto molto: da ragazzina disegnavo tante figure femminili, ispirandomi ai manga e agli anime giapponesi di cui andavo matta. Ebbene sì, il mio primo background artistico è stato proprio quello. Bianco e nero, matita pastosa e coprente, e quasi assenza di sfumature. La mia musa era soprattutto ALITA di Yukito Kishiro.
    Prima o poi farò un post e vi mostrerò qualcosa, tranquilli ;)

    Ma adesso torniamo al 2013: ricordo perfettamente il momento in cui ho preso un foglio e una matita e ho deciso di disegnare la mia prima ragazza in grafite. Era un sabato mattina di sole, avrei dovuto fare mille altre cose in casa e invece ho disegnato. Avevo fatto varie cose, ma mai ragazze: le ultime erano state realizzate ancora in fase manga e risalivano al 2003 circa.

    Ammetto che ero un po’ bloccata, volevo evitare di inciampare nello stile degli anime giapponesi a cui ero affezionata, ma che non era ciò che volevo disegnare. Quella mattina però c’era un’ispirazione strana che mi ha guidata verso una cosa completamente nuova e sconosciuta: un uso della matita più “leggero” – anche se ancora molto pesante rispetto ad ora! – e sopratutto il desiderio di renderle un po’ più realistiche.

    PAULINE

    Ne è nata Pauline, una ragazza presa totalmente a caso da una rivista, una bellissima modella dal naso imperfetto. Credo che a poche altre ragazze io abbia riservato la cura e la lentezza del tratto come a lei. L’ho iniziata non sapendo bene cosa fare, e centimetro di grafite dopo centimetro ero sempre più incredula di ciò che stava nascendo sul foglio. Artisticamente parlando è successa una cosa che non accadeva da un po’: mi piaceva e ne ero soddisfatta. Forse non troppo dal punto di vista estetico del disegno, ma molto dal punto di vista stilistico.

    Con lei non ho solamente fatto per la prima volta un viso ombreggiato di matita, ho anche inaugurato l’inserimento di elementi naturali di flora o fauna che col tempo sono diventati immancabili nei miei disegni. E poi ho tirato fuori gli acquerelli nuovi di zecca e ho fatto un’altra cosa per la prima volta: li ho usati.

    E’ così che sono nati i famosi papaveri con cui qualche mese fa ho creato uno dei Disegni Mossi che più vi è piaciuto:

    Pauline, la ragazza con i papaveri. Non so davvero spiegare a parole quel senso di incredulità che provavo nel guardarla. Sul foglio era nato qualcosa che io non conoscevo e che non mi aspettavo, qualcosa di nuovo che mi piaceva molto e che più guardavo e più mi chiedevo:
    l’ho davvero fatto io?

    Dico sempre che sono state le Figlie di Cernunno a farmi lavorare al mio primo studio sui volti, e poi le ragazze di Brids quelle che segnano ufficialmente l’inizio del mio stile di disegno femminile fino ad ora, eppure adesso capisco che il primo vero passo del mio percorso stilistico è stato fatto proprio con Pauline. 

    RAMONA

    Dopo Pauline ci ho preso gusto e qualche giorno dopo sull’onda dell’ispirazione ho disegnato Ramona. Con lei ho provato a giocare di pattern includendo dei grossi pois sulla maglia. Mi piace molto l’effetto scompigliato dei suoi capelli, che comunque erano ancora piuttosto contaminati dal mio passato di “disegnatrice” manga.

    DAFNE, la ragazza coi fiori di pesco

    Poi è stato il momento di Dafne, una sorta di Dea della natura selvatica. Con lei ho completamente sbagliato le ombre del volto, però ho fatto un lavoro di rami che ancora oggi mi piace moltissimo. Se piace anche a voi seguitemi perché presto vorrei provare a riprendere in mano il concetto ;)

    E poi ho proseguito la linea di ragazze con elementi naturali con Lily la ragazza coi gigli, Lorelei la ragazza con una coroncina di fiori e Josephine la ragazza con farfalla.

    Dopodiché mi sono fermata, o meglio in realtà il contrario: ho iniziato sul serio.
    Il preavviso delle dimissioni è giunto al termine e io mi sono potuta dedicare al disegno e alla creazione del mio portfolio in modo continuativo e strutturato, iniziando da Lezioni di Anatomia eccetera eccetera.

    Oggi riguardo queste ragazze e vedo dei volti molto acerbi, delle foto di work in progress di pessima qualità e una pesantezza del tratto che non sento per niente mia. Eppure in loro riconosco anche step necessari e funzionali ai miei disegni sino ad oggi, e stranamente un forte richiamo proprio adesso che sono in procinto di cominciare a sperimentare un po’, come se avessero ancora qualcosa da insegnarmi.

    Se per esempio paragono Josephine del 2013 alla mia ragazza Estate realizzata qualche mese fa a metà 2018, c’è una differenza abissale che mi sorprende della lunga strada percorsa, però questo non mi fa pensare di aver concluso il mio percorso di ricerca creativa. Semmai il contrario: mi fa capire che probabilmente c’è ancora tanta evoluzione artistica che posso compiere, disegno dopo disegno.


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