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    Dai triangoli alle rose: le tante vite di Charlotte

    13 Giugno, 2020

    Se son rose fioriranno dice il detto, e io ho imparato che vale anche per i disegni. È stato il caso di Charlotte, un disegno che nel corso del tempo ha subìto parecchie modifiche. Quando succede così vuol dire che si tratta di un disegno nato un po’ male.. però io anziché buttarlo ci ho periodicamente rimesso mano perché continuavo a sperare che potesse diventare un disegno migliore.

    La creatività fa tanti giri e a volte riesce a dare una nuova vita a vecchi disegni. O nel caso di Charlotte, diverse vite. Quindi questa è la storia di una ragazza nata coi triangoli che sette anni dopo ha trovato la sua rivincita con le rose, passando per gli acquerelli digitali.

    Ma è anche la storia di una illustratrice acerba che non accettava di dover scartare un disegno, e che ha dovuto imparare a rinunciare e ad aspettare.

    Perché anche se è vero che prima o poi se son rose fioriranno, bisogna trovare la pazienza di attendere che accada.

    ANTEFATTO ARTISTICO

    Nel 2014 era passato un anno esatto da quando avevo lasciato tutto per dedicarmi al disegno. Mi ero immersa in una fase di profondo studio per colmare a modo mio la lacuna di un’accademia di Belle Arti mai frequentata. Avevo iniziato dall’anatomia per prendere confidenza con la matita, poi sono passata allo studio dei volti femminili e infine ho cercato un modo diverso per fare i capelli e provare ad aggiungere del colore.

    Dopodiché un primo cerchio si era chiuso. Alle spalle avevo tre serie che mi avevano insegnato molto e con cui avevo trovato un mio stile, o per lo meno un valido punto di partenza. E quando ho iniziato questo disegno ero proprio in quella zona franca dove non c’era nessun regola. Nessun significato, nessuno schema, nessuna esigenza tecnica: c’era solo la voglia di mettere in pratica quello che avevo imparato fino a lì.

    DIRE, FARE, DISEGNARE

    Ho già raccontato di quanto sia importante fare esercizio per migliorare il proprio modo di disegnare, in questo caso però si trattava più di fare una sosta creativa e riprendere fiato dopo un faticoso percorso artistico.

    Come riferimento scelsi una ragazza dai tratti un po’ orientali e una chiave appesa al collo. La mia mano andava spedita, senza incertezze, disegnava consapevole, e questo per me era una grandissima conferma che il mio anno di studio era servito.

    Non avevo intenzione di sperimentare chissà cosa, però avevo appena comprato alcune matite CarbOthello della Stabilo e allora decisi di provarle.

    Era l’epoca dei triangoli e nel mondo dell’illustrazione e della grafica si mettevano triangoli ovunque. Per citare Mugato di Zoolander: «i triangoli vanno un casino quest’anno!». E allora niente, giù di pattern di triangoli.

    Quei puntini rosa sotto agli occhi invece non ho idea da dove siano arrivati.

    work in progress disegno a matita

    work in progress disegno con matite carbothello stabilo

    LA RAGAZZA DEI TRIANGOLI

    Eccola finita: Charlotte, la ragazza coi triangoli. Ma era davvero un disegno finito?
    Non mi convinceva del tutto, ma in quel momento ignoravo che questa fosse solo la prima delle tante vite di Charlotte. Così l’ho trattato come un disegno concluso, addirittura ben riuscito e pronto per essere usato.

    L’ho pubblicato nel mio negozio Society6, una piattaforma americana in cui artisti di tutto il mondo caricano i propri lavori che poi possono essere stampati su carta, magliette, tazze e altri prodotti (al momento il mio è vuoto per manutenzione).

    Non l’ho mai riprodotta su carta perché all’epoca ancora non avevo attivato la mia produzione di stampe per lo shop, però l’ho stampata in grande formato su un pannello di forex ed esposta quella volta all’IF: Idea Factory di Milano.

    Insomma, una vita intensa per un disegno che non mi piaceva. Eccola qui:

    Charlotte - prima versione grafica con triangoli

    UNA VITA TORMENTATA

    Poi è passato qualche mese, io sono andata avanti a disegnare altre ragazze e ne sono usciti alcuni esperimenti piuttosto interessanti. Quando rivedevo Charlotte mi sembrava non “fosse abbastanza” e che le mancasse qualcosa, sopratutto a fronte di quelle nuove elaborazioni grafiche che avevo introdotto dopo di lei e che in quel periodo mi entusiasmavano molto.

    Allora ho avuto la tentazione di riprenderla in mano e sovrascriverla con quei nuovi effetti che avevo scoperto. In realtà lei povera a modo suo era già finita, ma io avevo questa fissa che forse sarebbe stata più bella fatta in altri modi, quindi ci ho rimesso mano e ho pasticciato un po’ con Photoshop.

    DISEGNI MANCATI E DISEGNI SPRECATI

    Potenzialmente tutti i disegni hanno vari modi per essere realizzati, e andando avanti col proprio percorso artistico si scoprono materiali e tecniche che se fossero stati usati su disegni del passato chissà cosa ne sarebbe venuto fuori! Ovviamente però si chiama evoluzione artistica per un motivo, e riprendere in mano i vecchi disegni e rifarli con le nuove conoscenze acquisite non si può e non ha senso.

    Ma con Charlotte c’era proprio qualcosa di inespresso. Per me era un disegno sprecato, ed era un peccato lasciarla così proprio ora che avevo scoperto un modo migliore per riempire quello sfondo troppo bianco. Perché lei come ragazza mi piaceva, era il contesto in cui l’avevo messa che andava cambiato.

    Anzitutto ho tolto la chiave e ho cambiato la gamma di colori perché quel verde menta col senape proprio non mi piaceva. Pattern, macchie di acquerello digitale, sovrapposizioni.. il tira e molla grafico con lei è durato a lungo e ho fatto moltissime varianti.

    Te ne mostro una, quella che fra tutte mi piace di più:

    Charlotte - seconda versione con le macchie di acquerello

    IL TEMPO CURA TUTTO, ANCHE I DISEGNI

    Se son rose fioriranno, ok, ma se si tratta di un disegno come si fa a capire quando è definitivamente fiorito? Stavolta Charlotte era davvero finita?

    In realtà avevo solo complicato le cose perché non avevo più solo una Charlotte che non mi convinceva, adesso ne avevo tante versioni ancora più confuse. Allora l’ho ri-archiviata perché iniziava a diventare accanimento artistico.

    Col tempo ho imparato a scartare i disegni nati male, a lasciarli andare e non ostinarmi quando l’ispirazione fa cilecca. Come quella volta che ho ripreso in mano la ragazza Autunno e, dopo aver sprecato interi giorni di lavoro, ho gettato la spugna e sono passata oltre (e ci ho riprovato solo dopo molto tempo, e a quel punto è andata bene).

    LA FRETTA DEL PRINCIPIANTE

    All’epoca avevo appena iniziato la creazione del mio portfolio e in un certo senso volevo metterci dentro tutti i disegni che facevo. Ero impaziente, avevo fretta di riempirlo, non importava se con disegni mediocri o con masterpiece.

    Invece non si può tirare fuori un buon disegno per forza da tutto, sembra una cosa ovvia e scontata, ma so di non essere l’unica creativa ad aver passato la fase del “tengo tutto”.

    È normale che nell’arco di un percorso artistico alcune cose vengano scartate, e anzi imparare a selezionare cosa tenere e cosa no è un atto importante e fondamentale per comprendere meglio dove si sta andando e dove si vuole arrivare. E questo vale per tutti i mestieri artigianali dove l’evoluzione creativa passa anche attraverso gli errori.

    Non tutti i disegni possono raggiungere l’ambito traguardo del portfolio, alcuni nascono solo come esercizio per crearne di migliori, e Charlotte è uno di quelli. Perché se è vero che se son rose fioriranno, allora è anche vero che non importa quanto provi ad innaffiarle: se non lo sono, non fioriranno mai.

    Quando l’ho capito ho smesso di tormentarla.

    LA RIVINCITA DELLE ROSE

    Così sono passati 7 anni. Io nel frattempo mi sono fermata, ho fatto un figlio, ho ripreso in mano la mia attività, ho iniziato a introdurre anche l’inchiostro nei miei disegni.. insomma, di vite ne ho sfogliate un po’ anche io e Charlotte era bella che dimenticata. Finché..

    Finché durante la quarantena di questo 2020 bisesto e terrificante, è germogliato un progetto che ho chiamato Ragazze Fiorite e che in parte nasce anche dalla voglia di dar nuova vita e linfa a vecchi disegni passati e dimenticati. Così ho selezionato le ragazze più adatte, e quando sono incappata in Charlotte ho avuto un déjà vu.

    Mentre per altre ragazze ho dovuto ragionarci su, a lei ho associato le rose senza esitare, perché con la sua elegante compostezza e quei due boccioli di capelli che ha nell’acconciatura si sposa perfettamente con le rose. Ha preso spontaneamente forma nella mia mente, cosa che con i triangoli invece non era mai avvenuta.

    SE SON ROSE, FIORIRANNO

    A Charlotte avevo già dato tante, troppe vite, era forse questa quella definitiva?
    A quanto pare sì.

    Se son rose, fioriranno si suol dire.. e direi che questo proverbio in questo caso è proprio azzeccato perché più fiorita di rose così non è possibile!

    E adesso finalmente, in qualche modo, nel mio portfolio ci finirà per davvero. Anche se non come avevo immaginato anni fa quando ero ancora una disegnatrice novellina, ma del resto alcuni fiori hanno bisogno di più tempo per sbocciare.

    Eccola, Charlotte con le rose (e se vuoi scoprire anche tutte le altre le trovi qui)

    Se son rose fioriranno - Ragazza immersa nelle rose - disegni e illustrazioni di Sara Elan Donati - Saraelan illustration

    DISEGNI VECCHI, CREATIVITÀ NUOVA

    Questo non significa che tutti i disegni venuti male o che non raggiungono grandi livelli possono e devono essere salvati e reinventati. Sbagliare e scartare un disegno – o qualunque altra cosa in base all’attività che si svolge – è normale e, anche se può essere frustrante, serve a farci avanzare e migliorare.

    Un passo indietro che in realtà ci porta un po’ avanti.

    Però la creatività fa tantissimi giri e, a volte, riprendere in mano vecchi lavori con un occhio diverso può sorprendere e farci scoprire un altro sentiero sul nostro percorso artistico.

    Quello che ho fatto con Charlotte anni fa è stato accanirmi nel darle nuove vite, perché ancora non avevo imparato ad essere paziente e ad accettare che non tutti i disegni che faccio sono per forza validi e degni di nota. All’epoca forse non avevo neppure gli strumenti per “aggiustarlo”. Quello che invece ho fatto recentemente è stato un esercizio consapevole di revisione.

    UN ESERCIZIO UTILE

    Questo significa che tempo e pratica contano davvero moltissimo, e che se qualcosa non ci convince e non ci viene come vorremmo forse è meglio lasciar stare e metterlo via. Anche per anni. E poi, quando meno ce lo aspettiamo, potremmo scoprirci in grado di ridargli vita in modi che non conoscevamo e che non potevamo immaginare.

    È un esercizio creativo che consiglio di fare, non spessissimo e non con tutti i disegni: solo con quelli che sentiamo che hanno ancora qualcosa da raccontare. Io questo esercizio lo faccio spesso con i miei Disegni Mossi, le animazioni che creo con illustrazioni che una vita l’hanno già avuta, ma che trovano nuovi significati e modi di essere.

    …e comunque, non è stato semplice neppure questa volta perché Charlotte è riuscita ad avere più vite anche per quanto riguarda le rose! Inizialmente infatti doveva essere con le rose blu :D

    Se son rose fioriranno - Charlotte - versione grafica con le rose blu

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