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    Cos’è il dotwork e come si fa

    13 Febbraio, 2021

    Oggi ti racconto cos’è il dotwork e come si fa, o meglio.. cos’è per me il dotwork e come lo faccio io.

    Ho iniziato a usarlo per caso e poi è diventato uno dei metodi che amo di più per riempire i miei disegni. Ormai ho fatto molte illustrazioni in dotwork, ma resta una tecnica in cui sono completamente autodidatta quindi tutto quello che scriverò nasce da un percorso di apprendimento personale e soggettivo. Spero comunque che la mia esperienza possa esserti utile.

    COSA SIGNIFICA DOTWORK

    Anzitutto cosa significa il termine “dotwork”?

    «Dot» significa punto e «work» significa lavoro, quindi in inglese “dotwork” vuol dire letteralmente “lavoro di punto” o “lavorare con il punto”.

    In francese si chiamerebbe pointillisme, ovvero puntinismo o puntillismo, ma questi sono termini che fanno riferimento al movimento pittorico che si è sviluppato in Francia nella seconda metà dell’800 in risposta alla fugacità dell’impressionismo.

    Avendo a che fare con i punti la tecnica del dotwork potrebbe affondare le sue radici in questo movimento, ma non ho trovato informazioni che la colleghino ufficialmente a una corrente artistica o a qualche scuola di stile.

    Per come è fatto e inteso oggi sembra più un modo moderno di disegnare che ormai ha sviluppato un’identità propria. All’estero è stato battezzato col termine «dotwork» – in italiano l’ho visto tradotto come “puntinato o puntinismo, ma molto spesso viene semplicemente mantenuto il termine inglese.

    COS’È IL DOTWORK

    Ma cos’è il dotwork? Il dotwork è una tecnica che consiste nel realizzare disegni e illustrazioni interamente con dei punti. Il chiaroscuro è ottenuto mediante puntini più o meno fitti.

    Le ombre e le sfumature non vengono ottenute mescolando colori o materiali, bensì rese attraverso la variazione di intensità e dimensione dei punti. Questo in effetti assomiglia molto alla dinamica del pointillisme, con la differenza però che all’epoca i dipinti erano realizzati con tanti puntini di colore. Il dotwork di oggi invece è fatto prevalentemente in bianco e nero.

    Le diverse aree del soggetto vengono riempite usando tanti punti neri, a volte più vicini tra loro altre più lontani. Questa diversa densità dei punti crea dei chiaro-scuro che poi, guardando il lavoro nel suo insieme, l’occhio percepisce come ombre, profondità o differenti parti del disegno.

    DIFFERENZE TRA DOTWORK E TRATTEGGIO

    Il concetto del dotwork è molto simile a quello del tratteggio, ovvero creare degli effetti di chiaro-scuro attraverso una maggiore o minore intensità e densità del tratto. La differenza è che il tratteggio è realizzato con tante linee (parallele, incrociate, modellate.. ma comunque sempre e solo linee) mentre il dotwork è fatto esclusivamente con i punti.

    Il tratteggio è una tecnica che io non ho ancora approfondito in modo strutturato, ma se guardo le mie illustrazioni alcune contengono una sorta di inconsapevole tratteggio.

    I 31 disegni a penna dell’Inktober 2021 per esempio sono spesso ombreggiati con il tratteggio perché disegnando con la BIC nera non potevo fare dotwork. Qui sotto te ne mostro qualcuno e se ti piacciono qui trovi le stampe.

    Anche le Metafore Animali coprono un’ampia gamma di riempimenti, tra cui ovviamente il dotwork, ma anche molte linee e tratteggi. Più sotto ci sono l’aquila, il camaleonte, il lupo e l’unicorno. Sono tutti animali associati a citazioni e frasi famose che creano delle metafore: se ti piacciono qui trovi le stampe.

    disegni a penna e tratteggio

    disegni a penna e tratteggio

    Aquila e camaleonte - disegni realizzati in inchiostro

    Lupo e unicorno - illustrazioni realizzate in inchiostro

    I MIEI DISEGNI FATTI COI PUNTINI

    Ma torniamo alla tecnica del dotwork.

    Tutto è iniziato con delle illustrazioni extra-portfolio che volevo appendere nel mio salotto: desideravo qualcosa che avesse un tocco un po’ retrò e ho deciso di sperimentare questa tecnica. Ne sono nati i Paradossi, una serie di 8 disegni surreali dall’atmosfera vintage con cui per la prima volta in assoluto ho approcciato questo modo di disegnare.

    Mi sono immediatamente innamorata del dotwork e da quel momento ho iniziato a inserirlo sempre più spesso all’interno dei miei disegni. A volte da solo, altre affiancandolo a diverse tecniche e materiali.

    Dopo i Paradossi l’ho usato per ombreggiare le giacche delle mie Ragazze Rivoluzionarie, che è stata davvero un’impresa titanica: pensa che mentre le realizzavo sono arrivata a sanguinare da quanto dotwork ho fatto. Poi l’ho usato per la conchiglia della mia Ragazza Estate e per la foglia della Ragazza Autunno. E in dotwork sono anche le delicatissime ali delle farfalle in bilico sul mare nero di Equilibrium.

    Ma parlando di dotwork, il mio masterpiece è certamente la luna: una luna piena fatta interamente a puntini. Se ti piace qui trovi la stampa.

    Recentemente ho realizzato anche un grande polpo che ha avuto molto successo (qui trovi la stampa) e conto di fare presto altri disegni completamente in dotwork.

    Luna piena disegnata in dotwork

    Illustrazioni vintage in dotwork

    Disegni vintage in dotwork

    Cosa è e come si fa il dotwork

    Come si fa il dotwork

    Farfalla disegnata in dotwork

    Ali di farfalla realizzate in dotwork

    Polpo gigante realizzato con tecnica dotwork

    COME SI FA IL DOTWORK

    Ti ho spiegato cos’è il dotwork e ti ho fatto vedere alcuni dei miei disegni, ma come si fa?

    Il dotwork si fa riempiendo e ombreggiando il disegno con dei puntini. Le zone che devono essere più scure vanno riempite in modo più fitto e denso, mentre le zone che devono restare più chiare si riempiono in modo più diradato o si lasciano addirittura bianche.

    Chiaramente ci sono vari modi di fare dotwork perché noi artisti siamo tutti diversi e in genere ognuno adatta la tecnica al proprio modo di disegnare. C’è chi fa meno punti ma più grossi o più distanziati, chi tanti punti più piccoli e più fitti (come me). C’è chi crea contorni molto spessi, chi per variare di intensità usa penne con punte di diverse dimensioni. Oppure ancora chi ai riempimenti in inchiostro aggiunge altri materiali per enfatizzare luci e ombre.

    IL MIO MODO DI FARE IL DOTWORK

    A me personalmente piace un effetto molto fitto quindi uso punte molto piccole creando delle zone scure molto dense, quasi al limite della tinta unita. E mi piace il dotwork con una trama omogenea, quindi uso la stessa dimensione di punta per tutto il disegno.

    Insomma, quando disegno in dotwork non cerco scorciatoie!

    Esempi di dotwork fitto

    Esempi di dotwork con stessa punta

    Esempi di dotwork con punta fine

    COSA SERVE PER FARE IL DOTWORK

    Per fare il dotwork serve, dal punto di vista teorico, molta pazienza. È un lavoro certosino, lungo e che richiede una certa precisione, quindi per i frettolosi o per chi vuole realizzare un disegno molto velocemente non è adatto.

    Serve occhio e una buona visione d’insieme perché il disegno si crea con giochi di chiaro e scuro visibili meglio a lavorazione avanzata/ultimata. Serve mano ferma perché i punti devono essere più puliti possibile.

    Ci vuole anche resistenza di mano perché nelle lunghe sessioni di puntinato capita di avere crampi e indolenzimenti. A me è successo di “dotworkare” fino a far sanguinare un dito. True story.

    Dal punto di vista pratico invece serve semplicemente un foglio e un fineliner.

    PENNE E PENNARELLI ADATTI AL DOTWORK

    Mentre per il tratteggio si usa molto anche il pennino con l’inchiostro e banalmente si può tratteggiare pure in matita, il dotwork consiste in rapidi puntini quindi richiede qualcosa che rilasci colore o pigmento immediatamente al contatto con la carta.

    Tratto-pen, pennarelli.. in pratica va bene qualunque cosa che abbia una punta tonda e molto umida che possa lasciare un punto non appena si tocca il foglio. Non vanno bene le penne a sfera, infatti quando le uso non posso disegnare in dotwork – ma posso ugualmente dar vita a disegni speciali, alcuni li trovi qui.

    In genere per disegnare in dotwork si usano i fineliners.

    I FINELINERS

    I fineliners sono penne che contengono del pigmento, e come indica il loro nome hanno la punta fine e tracciano delle linee molto precise e nette.

    I fineliners sono perfetti per il dotwork perché hanno la punta sintetica molto compatta e resistente, e questo permette di avere un tratto pulito e omogeneo dall’inizio alla fine del disegno. Per le stesse ragioni sono usatissimi anche per i disegni con tante linee.

    Il pigmento che contengono è coprente e resistente all’acqua, il che li rende adatti anche all’utilizzo insieme ad altre tecniche asciutte e bagnate. Io per esempio li ho usati abbinati all’inchiostro liquido e all’acquerello in un progetto molto particolare legato alla Flora Italiana Protetta: in quel caso avrei voluto fare anche un po’ di dotwork ma la carta su cui ho realizzato quel progetto non era adatta.

    I fineliners in commercio sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni di punta: dalle più piccole come la 0,03 o 0,05 mm alle più grandi come le 0,5 o 0,7 mm. In questo modo soddisfano le diverse esigenze di spessore del dotwork e i diversi gusti degli artisti.

    Io in genere uso la più piccola della marca Staedtler, ovvero la 0,05 mm, ma presto proverò la 0,03 mm della linea Micron della Sakura.

    Dimensioni punte fineliners Staedtler

    Fineliners Staedtler

    IL DOTWORK NEI TATUAGGI

    Io ho scritto questo articolo dal mio punto di vista ovvero quello dei disegni, ma il dotwork viene usato anche in altri ambiti. Per esempio è particolarmente apprezzato per i tatuaggi.

    Viene usato per riempire forme geometriche e mandala, per dare profondità alle figure o per creare delle sfumature suggestive. In pratica i tatuatori lo usano esattamente come gli artisti del foglio, solo che al posto di foglio e fineliner hanno pelle e ago.

    PERCHÈ MI PIACE

    Il dotwork mi piace per molti motivi, anzitutto per la sua resa grafica un po’ retrò da litografia d’altri tempi. Conferisce a ogni disegno un tocco vintage.

    Poi mi piace perché mi rilassa realizzarlo: quando mostro i video o i disegni in dotwork nelle mie stories di Instagram ricevo sempre un sacco di messaggi su “quanta pazienza che ho”, la verità è che lo trovo una pratica rilassante e quasi catartica.

    Ma la cosa che più mi piace del dotwork è che è fatto di tanti punti, apparentemente insignificanti, ma che poi guardati tutti insieme creano qualcosa di spettacolare.

    QUESTIONE DI PUNTI (di vista)

    Quanti punti avrò fatto finora? Quanti punti dovrò fare ancora? Ma soprattutto, di quanti punti totali è composto il mio disegno finito? La risposta è sempre TANTISSIMI!

    Tantissimi punti che da soli sono solo punti, ma insieme creano disegni.

    Una delle cose che più mi piace di questa tecnica è che mi ricorda che spesso le cose per essere viste bene vanno guardate dalla giusta distanza. Da vicino mentre ticchetto ripetutamente la punta della penna sul foglio non me ne rendo conto, ma poi quando sollevo lo sguardo WOW, tanti piccoli semplici puntini neri insieme uno accanto all’altro hanno creato qualcosa di incredibile.

    UN SOLO PUNTO PUÒ FARE LA DIFFERENZA

    Un’altra cosa che mi piace molto della tecnica dotwork è che è un bellissimo gioco di squadra tra tanti piccoli puntini neri apparentemente tutti uguali, che però insieme compongono un’opera unica in cui ognuno ha un ruolo fondamentale nella generazione del chiaro scuro.

    Credimi, un piccolo punto fuori posto può cambiare la percezione visiva di un’intera area o la forma di qualcosa. Ogni punto è importante, un po’ come le piccole cose nella vita.

    Ps: lo so che vuoi le prove. Ecco la foto di quella volta che ho fatto dotwork fino a sanguinare.

    Dotwork fino a sanguinare

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