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    Cosa è il dotwork e come si fa

    13 Maggio, 2021

    Oggi ti racconto cosa è il dotwork e come si fa, o meglio.. cosa è per me il dotwork e come lo faccio io.

    Ho iniziato a usarlo per caso e poi è diventato uno dei metodi che amo di più per riempire i miei disegni, ma è comunque una tecnica in cui sono completamente autodidatta quindi tutto quello che scriverò nasce da un percorso di apprendimento personale e soggettivo. Spero comunque che la mia esperienza possa esserti utile.

    COSA SIGNIFICA DOTWORK

    Anzitutto cosa significa il termine “dotwork”? «Dot» significa punto e «work» significa lavoro, quindi in inglese “dotwork” vuol dire letteralmente “lavoro di punto” o “lavorare con il punto”.

    In francese si chiamerebbe pointillisme, ovvero puntinismo o puntillismo, ma questi sono termini che fanno riferimento al movimento pittorico sviluppatosi in Francia nella seconda metà dell’800 in risposta alla fugacità dell’impressionismo, quindi credo che il nome corretto di questa tecnica per come è fatta e intesa oggi sia da considerare semplicemente «dotwork».

    Per quel che ne so non deriva da una corrente artistica o da qualche scuola di stile: è semplicemente un modo piuttosto moderno di disegnare che all’estero è stato battezzato col termine inglese dotwork e che in italiano viene tradotto “puntinato.

    COSA È IL DOTWORK

    Ma cos’è il dotwork? Il dotwork è una tecnica che consiste nel realizzare disegni e illustrazioni interamente con dei punti. Il chiaroscuro è ottenuto mediante puntini più o meno fitti.

    Le ombre e le sfumature non vengono ottenute mescolando colori o materiali, bensì rese attraverso la variazione di intensità e dimensione dei punti. Questo in effetti assomiglia molto alla dinamica del pointillisme, con la differenza però che all’epoca i dipinti erano realizzati con tanti puntini di colore: il dotwork di oggi invece è fatto prevalentemente in bianco e nero.

    Le diverse aree del soggetto vengono riempite usando tanti punti neri, a volte più vicini tra loro altre più lontani. Questa diversa densità dei punti crea dei chiaro-scuro che poi, guardando il lavoro nel suo insieme, l’occhio percepisce come ombre, profondità o differenti parti del disegno.

    DIFFERENZE TRA DOTWORK E TRATTEGGIO

    Il concetto è molto simile a quello del tratteggio, ovvero creare degli effetti di chiaro-scuro attraverso una maggiore o minore intensità e densità del tratto. La differenza è che il tratteggio è realizzato con tante linee (parallele, incrociate, modellate.. ma comunque sempre e solo linee) mentre il dotwork è fatto esclusivamente con i punti.

    Il tratteggio è una tecnica che io personalmente non ho ancora provato, o per lo meno non in modo ufficiale ed esclusivo. Se guardo alcune mie illustrazioni certe parti in effetti le ho realizzate facendo una sorta di inconsapevole tratteggio. Per esempio le mie Metafore Animali contengono un’ampia gamma di riempimenti, tra cui ovviamente il dotwork, ma anche molte linee e tratteggi.

    Qua di seguito l’aquila, il camaleonte, il lupo e l’unicorno. Sono tutti associati a citazioni per creare delle metafore: se vuoi scoprirli, qui trovi la loro storia, e qui invece le stampe.

    Aquila e camaleonte - disegni realizzati in inchiostro

    Lupo e unicorno - illustrazioni realizzate in inchiostro

    I MIEI DISEGNI FATTI COI PUNTINI

    Nel frattempo però ho fatto mio il dotwork.

    Tutto è iniziato con delle illustrazioni extra-portfolio che volevo appendere nel mio salotto: desideravo qualcosa che avesse un tocco un po’ retrò e ho deciso di sperimentare questa tecnica. Ne sono nati i Paradossi, una serie di 8 disegni in stile vintage con cui per la prima volta in assoluto ho approcciato questo modo di disegnare.

    Mi sono immediatamente innamorata del dotwork e da quel momento ho iniziato a inserirlo sempre più spesso all’interno dei miei disegni. A volte da solo, altre affiancandolo a diverse tecniche e materiali.

    L’ho usato per ombreggiare le giacche delle mie Ragazze Rivoluzionarie, che è stata davvero un’impresa titanica; l’ho usato per la conchiglia della mia Ragazza Estate e per la foglia della Ragazza Autunno. E in dotwork sono anche le delicatissime ali delle farfalle di Equilibrium.

    Ma parlando di dotwork, il mio masterpiece è certamente la luna: una luna piena fatta interamente a puntini, realizzata in occasione dell’Inktober. (se ti piace qui trovi la stampa).

    Recentemente ho realizzato anche un grande polpo che ha avuto un gran successo, e conto di fare presto altri disegni 100% in dotwork. Per non perderteli puoi seguirmi qui!

    Luna piena disegnata in dotwork

    Illustrazioni vintage in dotwork

    Disegni vintage in dotwork

    Cosa è e come si fa il dotwork

    Come si fa il dotwork

    Farfalla disegnata in dotwork

    Ali di farfalla realizzate in dotwork

    Polpo gigante realizzato con tecnica dotwork

    COME SI FA IL DOTWORK (E COME LO FACCIO IO)

    Ti ho spiegato cosa è il dotwork e ti ho fatto vedere alcuni dei miei disegni, ma come si fa?

    Come già anticipato io sono completamente autodidatta in tutte le tecniche che uso per disegnare, perciò anche nel dotwork. Ma posso raccontarti come faccio io, e magari facendo un po’ di prove troverai il tuo modo di farlo.

    Il dotwork si fa riempiendo tutto il disegno con dei puntini: le zone che devono essere più scure vanno riempite in modo più fitto e denso, mentre le zone che devono restare più chiare si riempiono in modo più diradato o si lasciano addirittura bianche.

    Chiaramente ci sono vari modi di fare dotwork perché noi artisti per fortuna siamo tutti diversi e in genere adattiamo la tecnica al proprio stile e modo di disegnare. C’è chi usa meno punti e più grossi, chi tanti e più fini (come me). C’è chi crea contorni molto spessi, chi per creare la variazione di intensità usa penne con punte di diverse dimensioni, oppure ancora chi ai riempimenti in pigmento aggiunge poi altri materiali per enfatizzare luci e ombre.

    A me personalmente piace un effetto molto fitto quindi uso punte molto piccole creando delle zone scure molto dense, quasi al limite della tinta unita. E mi piace il dotwork con una trama omogenea, quindi uso la stessa dimensione di punta per tutto il disegno.

    Esempi di dotwork fitto

    Esempi di dotwork con stessa punta

    Esempi di dotwork con punta fine

    COSA SERVE PER FARE IL DOTWORK

    Per fare il dotwork serve, dal punto di vista teorico, molta pazienza. È un lavoro certosino, spesso lungo e che richiede una certa precisione, quindi per i frettolosi o per chi vuole realizzare un disegno molto velocemente non è adatto.

    Poi serve una buona visione d’insieme, perché le forme del disegno si creano attraverso giochi di chiaro e scuro visibili meglio nell’insieme, a volte addirittura solo a illustrazione finita, quindi si lavora con poco riferimento visivo e per questo è necessario avere molto occhio.

    Un’altra cosa utile quando si disegna in dotwork è la mano ferma. A me nelle lunghe sessioni di puntinato capita di avere crampi e indolenzimenti, e mi è capitato anche di dotworkare fino al sanguinamento di un dito. True story.

    Dal punto di vista pratico invece serve semplicemente un foglio e un fineliner.

    I FINELINERS

    Mentre per il tratteggio si usa molto anche il pennino con l’inchiostro e banalmente si può tratteggiare pure in matita, il dotwork consiste in rapidi puntini quindi richiede qualcosa che rilasci colore o pigmento immediatamente al contatto con la carta. Tratto-pen, pennarelli.. in pratica va bene qualunque cosa che abbia una punta tonda e molto umida che possa lasciare un punto non appena si tocca il foglio, ma in genere per disegnare in dotwork si usano i fineliners.

    I fineliners sono penne che contengono del pigmento, e come indica il loro nome hanno la punta fine e tracciano delle linee molto precise e nette.

    I fineliners sono perfetti per il dotwork perché hanno la punta sintetica molto compatta e resistente, e questo permette di avere un tratto pulito e omogeneo dall’inizio alla fine del disegno. Per le stesse ragioni sono usatissimi anche per i disegni con tante linee.

    Il pigmento che contengono è coprente e resistente all’acqua, il che li rende adatti anche all’utilizzo insieme ad altre tecniche asciutte e bagnate. Io per esempio li ho usati abbinati all’inchiostro liquido e all’acquerello in un progetto molto particolare legato alla Flora Italiana Protetta: in quel caso avrei voluto fare anche un po’ di dotwork ma la carta su cui ho realizzato quel progetto non era adatta.

    Un’altra caratteristica è che i fineliners in commercio sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni di punta: dalle più piccole come la 0,03 o 0,05 alle più grandi come le 0,5 o 0,7. In questo modo soddisfano le diverse esigenze di spessore del dotwork e i diversi gusti degli artisti.

    Io in genere uso la più piccola della marca Staedtler, ovvero la 0,05, ma presto proverò la 0,03 della linea Micron della Sakura.

    Dimensioni punte fineliners Staedtler

    Fineliners Staedtler

    IL DOTWORK NEI TATUAGGI

    Io ho scritto questo articolo dal mio punto di vista ovvero quello dei disegni, ma il dotwork viene usato anche in altri ambiti. Per esempio è particolarmente apprezzato per i tatuaggi.

    Viene usato per riempire forme geometriche e mandala, per dare profondità alle figure o per creare delle sfumature suggestive: in pratica i tatuatori lo usano esattamente come gli artisti del foglio, solo che al posto di foglio e fineliner hanno pelle e ago.

    PERCHÈ MI PIACE

    Il dotwork mi piace per molti motivi, anzitutto per la sua resa grafica un po’ retrò da litografia d’altri tempi. Conferisce a ogni disegno un tocco vintage.

    Poi mi piace perché mi rilassa realizzarlo: quando mostro i video o i disegni in dotwork nelle mie stories di Instagram ricevo sempre un sacco di messaggi su “quanta pazienza che ho”, la verità è che lo trovo una pratica rilassante e quasi catartica.

    Ma la cosa che più mi piace del dotwork è che è fatto di tanti punti, apparentemente insignificanti, ma che poi guardati tutti insieme creano qualcosa di spettacolare.

    QUESTIONE DI PUNTI (di vista)

    Quanti punti avrò fatto finora? Quanti punti dovrò fare ancora? Ma soprattutto, di quanti punti totali è composto il mio disegno finito? La risposta è sempre TANTISSIMI!

    Tantissimi punti che da soli sono solo punti, ma insieme creano disegni.

    Una delle cose che più mi piace di questa tecnica è che mi ricorda che spesso le cose per essere viste bene vanno guardate dalla giusta distanza. Da vicino mentre ticchetto ripetutamente la punta della penna sul foglio non me ne rendo conto, ma poi quando sollevo lo sguardo WOW, tanti piccoli semplici puntini neri insieme uno accanto all’altro hanno creato qualcosa di incredibile.

    UN SOLO PUNTO PUÒ FARE LA DIFFERENZA

    Un’altra cosa che mi piace molto della tecnica dotwork è che è un bellissimo gioco di squadra tra tanti piccoli puntini neri apparentemente tutti uguali, che però insieme compongono un’opera unica in cui ognuno ha un ruolo fondamentale nella generazione del chiaro scuro.

    Credimi, un piccolo punto fuori posto può cambiare la percezione visiva di un’intera area o la forma di qualcosa. Ogni punto è importante, un po’ come le piccole cose nella vita.

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