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    Il mio compendio illustrato sulla flora italiana protetta

    08 Novembre, 2019

    Chi mi segue da tempo sa che per me ottobre significa soprattutto partecipare all’Inktober, una sfida tra illustratori ideata da Jake Parker che si svolge ogni anno a ottobre e che consiste nel fare un disegno in inchiostro al giorno per tutto il mese, per un totale di 31 disegni.

    Nel 2017 ho realizzato le Metafore Animali, una raccolta di 31 animali associati a frasi che insieme creano delle metafore (tutte disponibili come stampe); l’anno scorso è stata la volta della mia luna piena, divisa in 31 riquadri quotidiani e riempita giorno dopo giorno interamente a puntini con la tecnica dotwork (anche lei disponibile come stampa!).

    Quest’anno invece ho deciso di dedicarlo alla creazione di un compendio illustrato della flora italiana rara e a rischio estinzione.

    UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

    Per me questa iniziativa che si svolge ogni anno a ottobre è una scusa – o meglio, un incentivo – per lavorare a un progetto speciale, qualcosa di lungo o complesso che farei molta fatica a realizzare velocemente senza la dedizione lunga 31 giorni che questa sfida concede. Una preziosissima occasione che non voglio smettere di cogliere. Sapevo che lavorare alla flora protetta non sarebbe stata una cosa semplice, quindi quest’anno ho scelto di dedicare proprio a lei il mese di intensivo lavoro dell’Inktober.

    Questo progetto nasce per portare l’attenzione su piante e fiori che rischiano di sparire per sempre dal nostro pianeta: informare e rendere consapevoli su quali sono e dove si trovano, sensibilizzare sul fatto che vanno protette e tutelate dal collezionismo botanico incosciente, dalle bonifiche indiscriminate, dall’edilizia invasiva, dal turismo disattento, dai cambi ambientali.

    Perché un’occasione da non perdere è anche poter fare qualcosa di utile, e io spero nel mio piccolo di aver fatto qualcosa per queste specie la cui esistenza è attaccata a un filo. Farle conoscere a chi le ha vicine, a chi vive nella tal regione o frequenta la tale località e magari l’ha vista, ma non sapeva fosse a rischio, e ignorava andasse protetta evitando di calpestarla o raccoglierla. La loro sopravvivenza dipende da noi, non perdiamo l’occasione di salvarle.


    LA LISTA ROSSA DELLA FLORA ITALIANA

    Mi sono concentrata soprattutto sugli endemismi italiani ovvero quelle specie che esistono solo in Italia e che quindi sono soprattutto una nostra responsabilità, e sui più alti livelli di rischio della scala IUCNUnione Internazionale per la Conservazione della Natura.

    Questi gradi di rischio delle specie sono:
    CR (gravemente minacciata, dall’inglese Critically Endangered)
    EN (mincacciata, dall’inglese Endangered)
    VU (Vulnerabile, Vulnerable).
    In certi casi ho preso in considerazione anche specie a rischio minore LR (dall’inglese Lower Risk)
    Non ho analizzato i gradi inferiori come NT (quasi a rischio, dall’inglese Near Threatened), LC (a rischio relativo, dall’inglese Least Concern) o DD (dati insufficienti, dall’inglese Data Deficient).

    Ho lavorato principalmente sul file del repertorio della flora protetta del Ministero dell’Ambiente e sulla Lista Rossa IUCN della flora italiana, e ho fatto ricerca incrociando le informazioni, verificando i dati, scremando la flora non endemica o con fonti non attendibili. Ne è risultata una lista di circa una quarantina/cinquantina di specie, tutte molto rare o a rischio, prevalentemente italiane con qualche eccezione che valeva la pena raccontare poiché virtuosa, oppure al contrario da tenere presente come monito allarmante.

    Le prime 31 le ho fatte durante l’Inktober, le restanti le diluirò nel corso delle prossime settimane o mesi, con una frequenza libera e dettata solamente dall’intenzione di portare a termine questo progetto che altrimenti sarebbe incompleto. Intanto vi mostro quelle realizzate sino ad ora, poi vi parlerò delle enormi difficoltà che ho incontrato mentre lavoravo a questa serie.

    UN PROGETTO DIFFICILE

    E’ stato un progetto complicato, dei 3 Inktober a cui ho partecipato è sicuramente quello in cui ho incontrato più difficoltà. Ma lo spirito di questa iniziativa è proprio il senso di sfida, la voglia di superare i propri limiti e l’intenzione di imparare qualcosa di nuovo. Ci sono state anche alcune belle conquiste, ma ne parlerò dopo, prima racconto quali sono state le battaglie.


    DIFFICOLTA’ n.1: LA CARTA

    Per questo progetto volevo una carta che fosse coerente con il tema trattato, che rispettasse l’ambiente e le piante. Ho scelto Khadi Paper, una carta completamente acid free, fatta a mano, realizzata con fibre di cotone ricavate da scarti tessili come scampoli o vecchie T-shirt; l’acqua usata per la sua produzione non è corrente bensì piovana raccolta in apposite cisterne. Una carta 100% ecosostenibile, insomma.

    E’ bellissima da vedere ed è ancora più bella al tatto. Corposa, consistente, irregolare, coi bordi frastagliati. Splendidamente tirata a mano, e per questo è una carta anche molto imprevedibile. Ogni foglio è diverso dall’altro e questa differenza di texture incide non poco sulla resa del tratto e dei materiali, e quindi sul disegno finale. In pratica ogni giorno prendevo un nuovo foglio e non sapevo quale consistenza mi sarebbe capitata: se quella molto fibrosa o quella più liscia, se quella più compatta o quella che si sfalda facilmente. Ne ho contate circa 3 o 4, una variabile significativa se consideriamo che questa carta non l’avevo mai usata prima e ho dovuto imparare a conoscerla da zero.

    Praticamente imparavo qualcosa dal punto di vista tecnico e il giorno dopo lo applicavo, ma non funzionava più allo stesso modo perché la texture non era la stessa. E questo, all’interno di una challenge con ritmi di creazione e pubblicazione serratissimi – e quindi margine di errore limitatissimo – è un’incognita davvero poco piacevole.

    DIFFICOLTA’ n.2: MATERIALI DIVERSI

    Mi ero immaginata un progetto interamente realizzato in bianco e nero e in dotwork, per mantenere sul mio profilo Instagram una certa atmosfera – oltre che per incontrare il mio gusto artistico personale. E invece il primo giorno di challenge ho aperto il pacchetto della carta (che ripeto, non avevo mai usato prima), e mi sono resa conto che non era per niente adatta per fare quello che volevo.

    Essendo di cotone questa carta è molto assorbente e quindi inadatta ad un lavoro minuzioso di fineliner perché si prosciuga in fretta, il tratto non viene preciso e le fibre si rovinano facilmente sotto lo stress della punta fine. Si sposa molto meglio con un utilizzo acquoso, quindi ho ripiegato sull’uso di inchiostro liquido e acquerelli. Ingredienti diversi danno come risultato una torta diversa.. così fin dal primo soggetto mi sono ritrovata a fare disegni con uno stile del tutto inaspettato – e questa è stata una piccola tragedia creativa.

    Già, perché per quanto i disegni non fossero ancora stati realizzati, nella mia testa esistevano già e avevano una resa visiva ben precisa, differente da quella che mi sono ritrovata poi fra le mani. Questa cosa ha inciso sulla mia relazione iniziale con la nuova creatura artistica, perché a gusto non era quello che volevo. Ha inciso sull’estetica della mia gallery di Instagram – che può sembrare una banalità, ma per chi lavora coi social e si impegna tanto per avere un profilo curato credetemi, è una scocciatura. E questo, non meno importante, ha inciso e incide tutt’ora anche sull’impatto che il mio profilo può avere su nuovi potenziali follower arrivati per la prima volta a scoprire ciò che faccio. In pratica ho un buco di un mese in cui i miei post non rispecchiano ciò che faccio abitualmente, nel bene e nel male: può darsi che qualcuno abbia smesso o non abbia iniziato a seguirmi perché quello che vedeva in quei giorni non gli piaceva, oppure chissà al contrario qualcuno ha iniziato a seguirmi proprio perché gli piaceva e resterà deluso quando scoprirà cosa pubblico normalmente.

    DIFFICOLTA’ n.3: IL TEMPO PER LA RICERCA

    Fare un disegno porta via tempo nell’arco di una giornata, e a questo va aggiunto tutto il tempo impiegato a sbagliare e sperimentare la carta sconosciuta e i materiali nuovi, come descritto sopra. Ma c’è un terzo fattore a cui ho dovuto destinare molto tempo: la ricerca.

    Destreggiarsi tra file, elenchi, articoli; confrontare le fonti, verificarle ed estrapolare le informazioni da riportare nelle descrizioni di ciascuna specie. E inciampare nei dati sbagliati, fare nuove ricerche più approfondite e incrociarle per capire dove sta l’errore. Capire quando fermarsi e accettare che la mancanza di informazioni attendibili è proprio il sintomo della rarità di quella pianta. Per tutto questo ci vuole molto tempo, tempo che all’interno di un percorso in cui la parte tecnica richiedeva già tanto sforzo è stato difficile trovare, perciò ho dovuto fare una scelta e la risposta è stata fin da subito che prima veniva la ricerca e poi, nel tempo che avanzava, la creazione del disegno. E quindi alcuni disegni, già diversi da come li volevo, sono venuti ancora più al di sotto del loro potenziale perché non avevo più tempo.. ma va bene così perché questa serie non nasce per essere un virtuosismo artistico bensì un compendio informativo, quindi è giusto che la ricerca sia costata la maggior parte del tempo.

    DIFFICOLTA’ n.4: I RITMI SERRATI

    Inktober significa un disegno al giorno, per 31 giorni.
    Week end/malattie/bimbo a casa/imprevisti/feste di compleanno/gite fuori città INCLUSI.

    Gli anni precedenti non mi era pesato molto, questa volta invece sì. Sarà che da qualche tempo tendo a non pubblicare foto o storie nei fine settimana, e questa forzata presenza 7 giorni su 7 per il post quotidiano ha interferito nel mio ritmo feriale/online e festivo/offline.
    Ho lavorato d’anticipo quando ho potuto, ho più spesso corso per recuperare il ritardo accumulato, ho rubato tempo alla mia famiglia; ho litigato con il tempo e contro internet ballerino – e non solo con loro.

    Se oggi mi chiedete se ho in previsione di partecipare anche l’anno prossimo, in questo momento sinceramente non so rispondere.


    CI SONO ANCHE I PRO

    Accanto a questa lunga lista di contro ci sono altrettanti pro, alcuni germogliati proprio dalle difficoltà.

    NUOVE CONOSCENZE
    La carta inadatta al dotwork mi ha permesso di sperimentare tanto con l’inchiostro liquido che avevo già usato per le Metafore Animali però non come strumento principale. Stavolta ho avuto modo di usarlo quotidianamente e su larga scala, e così l’ho conosciuto finalmente meglio. Non è assolutamente come l’acquerello, si mescola e interagisce con la carta in modo molto diverso, più gnucco direi. Ma mi è piaciuto e ho voglia di usarlo più spesso.. e ho già in mente come ;)

    TESORI TROVATI
    Ho realizzato una serie che molto probabilmente, esteticamente parlando, non avrei mai portato avanti consapevolmente in un percorso di libera sperimentazione artistica, ma durante questo progetto sono in qualche modo stata costretta e oggi mi ritrovo fra le mani qualcosa di nuovo anche per me, qualcosa di sconosciuto. In un primo momento questa cosa mi ha spiazzata, stranita, sconfortata e un po’ delusa, poi ho capito che invece era un’enorme ricchezza aver avuto la chance di scoprire come fare le cose in modo diverso. Ho scoperto che so disegnare in modi nuovi, differenti; ho imparato che il mio tratto si può adattare a materiali inizialmente ostili – e come lo fa con quelli che ho usato per questo progetto. Ora se coltiverò questo nuovo tratto non lo so, però sicuramente raccoglierò ciò che mi ha insegnato e ne farò tesoro.

    LIMITI SUPERATI
    Un’altra cosa che è successa è che la mancanza di tempo e la priorità emotiva data a questo progetto hanno messo a tacere la vocina precisina dentro di me che vorrebbe avere sempre tutto sotto controllo. E questo per me è stato un enorme limite personale che sono contenta di aver superato. Pubblicare senza badare all’estetica, disegnare senza preoccuparmi della perfezione.. fregarmene un po’ insomma è stata una bellissima passeggiata fuori dalla mia comfort zone

    LA PARTECIPAZIONE
    Ma la soddisfazione più grande è stata ricevere i messaggi in cui mi è stato scritto di aver visto la tal pianta e di aver scoperto proprio tramite il mio lavoro che è una specie protetta, tutti gli apprezzamenti al mio operato e i commenti con cui mi è stata manifestata un’affettuosa partecipazione a questo progetto. Perché chi è rimasto e chi è arrivato per via di questa serie valgono molto più dei follower persi durante questo lungo e anomalo mese. Una volta ancora ho preso coscienza che appartengo a una nicchia, e ne sono davvero felice.

    Quindi in definitiva il bilancio è positivo, come per ogni Inktober del resto, perché quando ci si mette alla prova qualcosa di buono si impara sempre.

    COSA DIVENTERA’ ADESSO E COME PUOI AIUTARMI TU

    Per restare coerente allo spirito del progetto e alla scelta della carta utilizzata per realizzarlo, avevo deciso di non avviare nessuna produzione di stampe per il mio shop, e di vendere solo gli originali come pezzi unici di un lavoro davvero prezioso. Intanto però alcune persone mi hanno scritto proponendomi di esporlo per continuare a diffondere il suo messaggio di consapevolezza sulla flora a rischio estinzione, e questa è la ragione per cui non metterò in vendita neppure gli originali perché la serie deve restare unita nell’ottica di essere mostrata al pubblico. Mi spiace per chi ne aveva già adocchiato qualcuno, è per una causa più grande :)

    E a proposito di diffusione del suo messaggio, HO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO:
    condividi questo post sui social o nelle tue storie, re-posta uno di quelli che ho pubblicato su Instagram per far conoscere questo progetto a più persone possibile. E soprattutto se lavori con le piante o tratti temi green e vuoi ospitare questo mio progetto all’interno di un evento, un workshop, un blog o qualunque altra cosa, (o conosci qualcuno a cui potrebbe interessare farlo) contattami e così potremo continuare insieme a far conoscere queste piante da salvaguardare. E se in ascolto c’è qualche botanico conoscitore di queste specie o qualcuno che comunque ne sa e vuole aiutarmi a fare un controllo che le informazioni che ho raggruppato siano corrette e integrarle con nuove – ed eventualmente aiutarmi a scovare le specie mancanti da disegnare assolutamente per avere un compendio completo – SCRIVIMI: saraelan.illustration@gmail.com


    Puoi trovare tutte le specie che ho disegnato e raccontato,
    e scoprire gli sviluppi di questo progetto su Instagram seguendo l’hashtag:

    #SARAELAN_SPECIEPROTETTE


    LA MIA LISTA DELLE SPECIE PROTETTE

    Qui di seguito quelle che ho disegnato sino ad ora con relativo link per leggere tutte le info:

    Granada Rupicola [Eokochia Saxicola]⁠

    Buglossa Sarda/Buglossa Crespa [Anchusa Sardoa/Crispa]⁠

    Abete dei Nebrodi [Abies nebrodensis]⁠

    Primula Appenninica [Primula Apennina Widmer]⁠

    Cardo del Gennargentu o Cardo microcefalo [Lamyropsis microcephala]⁠

    Salicornia Veneta [Salicornia Veneta]⁠

    Aldrovanda [Aldrovanda Vesiculosa]⁠

    Moehringia di Tommasini [Moehringia Tommasinii]⁠

    Nontiscordardimè di Rehsteiner [Myosotis rehsteineri]⁠

    Giposofila papillosa [Gypsophila Papillosa]⁠

    Cavolo delle Egadi [Brassica Macrocarpa]⁠

    Caglio litorale [Galium Litorale]⁠

    Campanula di Savona [Campanula Sabatia]⁠

    Sassifraga della Presolana [Saxifraga Presolanensis]⁠

    Silene vellutata [Silene Velutina]⁠

    Ribes di Sardegna [Ribes Sardoum]⁠

    Bivonea di Savi [Ionopsidium Savianum]⁠

    Brassica Palustre [Erucastrum Palustre]⁠

    Raponzolo chiomoso o Raponzolo di roccia [Physoplexis Comosa]⁠

    Hammarbia delle paludi [Hammarbya o Malaxis Paludosa]⁠

    Fiordaliso del Carso [Centaurea Kartschiana]⁠

    Eufrasia nana o Eufrasia del Gennargentu [Euphrasia Minima o Genargentea]⁠

    Liparide delle Torbiere [Liparis loeselii]⁠

    Astragalo marittimo [Astragalus Maritimus Moris]⁠

    Artemisia Genepì o Assenzio Genepì a spiga [Artemisia Genipi]⁠

    Ibisco litorale o Malvavisco palustre [Hibiscus Pentacarpos]⁠

    Spirante Estiva o Viticcini Estivi [Spiranthes Aestivalis]⁠

    Adonide Gialla [Adonis Vernalis]⁠

    Astro di Sorrentino [Aster Sorrentinoi o Tripolium Sorrentinoi]⁠

    Mandragora Primaverile o Mandragora Vernalis [Mandragora officinarum]⁠

    Calcatreppola alpina o Eringio delle Alpi o Regina delle Alpi [Eryngium alpinum]⁠

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